Togni, il doppio ex: "Spal, riapri il campionato": "Mezzolara lanciato, sarà una gara vibrante"
Sono sincero, mi aspettavo una stagione complicata per la Spal», spiega Togni
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Romulo Togni non era tra quelli che prevedeva una marcia trionfale della Spal in un campionato di Eccellenza che finora è comandato in maniera autorevole dal Mezzolara, la squadra nella quale ha chiuso la carriera da calciatore e intrapreso quella da allenatore. "Sono sincero, mi aspettavo una stagione complicata per l’Ars et Labor – confessa il brasiliano, doppio ex del big match dello stadio Mazza –. Del resto, una società che parte da zero, con una squadra completamente nuova, non può avere vita facile, ed era sbagliato pensare il contrario. Ci vuole una mentalità particolare per giocare in Eccellenza, un campionato che tra l’altro negli ultimi anni è diventato molto più complesso e competitivo".
La Spal però aveva allestito una squadra composta da giocatori di categoria superiore. "Non basta essere bravi e belli, bisogna proprio calarsi mentalmente nella categoria e non è scontato. Il Mezzolara sta facendo benissimo, una squadra quadrata, con una mentalità vincente e grande capacità di gestire i momenti chiave delle partite. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. La Spal non sta facendo così male: forse c’erano delle aspettative troppo alte, chi conosce il mondo del calcio sa che non si vince automaticamente soltanto perché indossi quelle gloriose maglie biancazzurre. È la continuità che fa la differenza, ed è la squadra di Zecchi che al momento sta meritando la vetta della classifica". Che partita sarà quella dello stadio Mazza?
"Una gara vibrante e interessante, per la quale è impossibile fare un pronostico. Il Mezzolara è lanciatissimo e può gestire con più serenità la situazione dall’alto del primo posto a +7, ma la Spal davanti al proprio pubblico ha le carte in regola per fare bottino pieno e riaprire definitivamente il campionato".
Cosa le ha lasciato l’esperienza nella Spal? "Ero ormai a fine carriera, però mi restano solo ricordi positivi della stagione 2014-15. Ho avuto la fortuna di avere dei compagni di squadra eccezionali, a partire da un certo Nicolas Giani, che ci ha lasciato troppo presto: un ragazzo stupendo e un capitano fondamentale per la cavalcata dalla C alla A. A Ferrara poi sono rimasto a vivere anche l’anno successivo, una città spettacolare che ama in maniera viscerale la propria squadra". E il Mezzolara? "Lì ho fatto l’ultimo anno da calciatore, e ho trovato nel direttore Calzolari una persona straordinaria. Praticamente un padre, che mi ha dato l’opportunità di fare l’allenatore. Ho vissuto tre anni indimenticabili sulla quella panchina, con persone che porterò per sempre nel cuore".
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