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"Il mio gol contro il Russi? La svolta a livello mentale. Ai tifosi: non molleremo"

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05.03.2026

Il centrocampista rigenerato pronto per la volata finale: "Partita dopo partita" .

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Tutta la trafila delle giovanili del Bologna indossando anche la maglia della Nazionale Under 17, poi un centinaio di gettoni collezionati tra serie C e D non sono bastati a Leonardo Mazza per fare il salto di qualità. A 25 anni però il centrocampista nato sotto le Due Torri è ancora animato da mille motivazioni, ed è determinato a sfondare con la maglia della Spal. "Quello realizzato domenica scorsa a Russi è stato il primo gol della mia carriera nel calcio dei grandi – confessa il playmaker classe 2000 –. L’ho dovuto attendere qualche anno di troppo, ma non potevo chiedere di meglio per la mia prima volta. È stata una rete bellissima, ma soprattutto decisiva per vincere una partita estremamente complicata. Un successo che abbiamo voluto fortemente che certifica le qualità tecniche e morali della nostra squadra".

Cosa significa fare bottino pieno su campo difficile come quello di Russi giocando un tempo e mezzo in inferiorità numerica? "È un successo dal valore inestimabile, che ci dà tanta energia positiva per il prosieguo della stagione. Nel momento più difficile ci siamo compattati, sfoderando gli attributi da vera squadra. Non so se potrà cambiare la nostra classifica, ma a livello mentale una vittoria di questo tipo ci porta in dote ben oltre tre punti".

Considerando che il primo posto ormai è sfumato, che obiettivo vi siete dati nel breve termine? "Guardare al passato o al futuro in questo momento non ha senso. Bisogna pensare al presente, quindi una partita per volta: soltanto in questo modo ci si può davvero concentrare e restare sul pezzo. Quello che posso promettere ai tifosi è che non molleremo fino alla fine, vada come vada".

Parliamo un po’ di lei. Dopo un avvio di stagione da seconda linea si è ritagliato un posto da titolarissimo. "Sono sempre stato un grande lavoratore, ho continuato ad allenarmi al massimo anche quando partivo dalla panchina e sono stato premiato facendomi trovare pronto quando sono stato chiamato in causa".

Che centrocampista si sente? "Nella zona nevralgica del campo ho fatto un po’ di tutto. Ho fatto il mediano in una linea a due, la mezz’ala e il regista in un centrocampista a tre. Mi sento però soprattutto un playmaker: è in quella posizione, davanti alla difesa, che mi esprimo al meglio".

Inizialmente in quel ruolo veniva impiegato Ricci, invece ora coesistete molto bene. "Manuel è un grande professionista. Lo avevo incrociato in serie C quando giocavo nel Taranto e lui nella Juve Stabia: ha tanta esperienza e i suoi consigli sono preziosi. Per me e per gli altri centrocampisti, il reparto è davvero forte e completo".

Cozzari invece è un amico per la pelle, giusto? "Proprio così, abbiamo giocato insieme nel vivaio del Bologna, poi abbiamo condiviso le esperienze in serie D a Belluno e Prato vivendo sotto lo stesso tetto. Ci siamo ritrovati a Ferrara, è un ottimo giocatore e un vero amico, e sarebbe bello mettere radici insieme in biancazzurro".

In passato ha giocato un paio di stagioni tra i professionisti: medita di tornare a giocare quei campionati? "Ho giocato due stagioni in serie C a Mantova e Taranto: non so cosa mi sia mancato per restare a quel livello, ma lavoro ogni giorno per tornarci. Intanto, giocare nella Spal mi ha permesso di tornare a vivere a Bologna, la città dove sono nato e cresciuto: ci tengo a sottolinearlo, anche perché ovunque si legge che sono di Bentivoglio".

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© il Resto del Carlino