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Muric e Muharemovic Profumo di Mondiale

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29.03.2026

Sassuolo, i due giocatori saranno impegnati con le rispettive nazionali, in Turchia e in Bosnia. "Combatteremo fino alla fine"

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La parentesi internazionale regala un’occasionissima a due dei sette membri della ‘legione straniera’ neroverde impegnati con la nazionali di appartenenza. Un’occasione che vale una carriera o quasi, dal momento che si parla della partecipazione ai prossimi mondiali: parliamo di Arijanet Muric, portiere del Sassuolo che difende la porta del Kosovo e martedì si gioca il pass mondiale contro la Turchia in quel di Pristina, e del difensore Tarik Muharemovic, centrale della Bosnia che il pass per gli Stati Uniti li chiede invece all’Italia in quel di Zenica.

Considerato che la Bosnia vanta una sola partecipazione al Mondiale – 2014, con eliminazione al primo turno – e che il Kosovo il mondiale non li ha mai fatti, come non ha mai fatto un Europeo, non ci vuole troppo ad immaginare lo stato d’animo dei due, e soprattutto quello di Muharemovic, che gioca contro gli azzurri una gara che nessuna delle due squadre può sbagliare.

Ci torneremo, su Bosnia-Italia, ma solo dopo aver detto che il Kosovo ha battuto in semifinale la Slovacchia a Bratislava e 4-3 e adesso si affaccia alla finale contro la Turchia di Vincenzo Montella in programma martedì alle 20,45. Stessa ora per l’altra finale, quella che a Zenica oppone la Bosnia di Muharemovic alla nazionale azzurra, con vigilia ‘avvelenata’ da quanto accaduto dopo che alcuni giocatori azzurri, dopo aver battuto l’Irlanda, sono stati immortalati a festeggiare il passaggio del turno della Bosnia a scapito del Galles, giudicato evidentemente più ‘alla portata’ della nazionale gallese. Tutto da verificare, ma tant’è: Muharemovic, nel frattempo, la sua l’ha detta, e proprio dopo la gara di Cardiff, decisa, ai rigori, che ha regalato la finale alla Bosnia mandando in paradiso un’intera nazione: "Combatteremo fino alla fine per realizzare il nostro sogno".

Gli azzurri sono avvertiti, e mentre a Pristina Muric si gioca tanto, a Zenica va in scena un altro dentro-fuori mica male. Praticamente ‘una poltrona per due’, dove uno dei due, tuttavia, è di troppo.

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© il Resto del Carlino