Victor tra le probabili vittime. Col sax si esibì per l’Aga Khan, morto in un trasporto da Santa Sofia
La famiglia s’è rivolta a un legale per verificare se anche il celebre Vittorio Benini sia un deceduto sospetto
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Nella triste lista delle morti sospette c’è anche Vittorio Benini, conosciuto in città con il suo nome d’arte: Victor. Molti ricorderanno ancora l’inconfondibile sound che lo rese celebre. Victor, infatti, è stato una figura significativa nella scena musicale forlivese: sassofonista talentuoso, faceva parte dei Lorenz, uno dei gruppi più longevi della città. L’ultimo concerto della formazione, nel febbraio 1973, fu il più memorabile di tutti, a partire dalla location: il Palace Hotel di Saint Moritz dove la band si esibì davanti a un pubblico composto da alcune tra le persone più influenti e facoltose del mondo, tra cui l’Aga Khan, il figlio di Onassis, l’industriale olandese Philips e Ira Furstenberg.
Fa uno strano effetto ripercorrere i successi e le soddisfazioni della sua vita ora che sulla sua morte, avvenuta il 13 ottobre del 2025 all’età di 84 anni, si staglia l’ombra del delitto (il 9 ottobre era stato trasferito da Santa Sofia a Forlì in un’ambulanza Cri; nel tragitto venne colpito da un arresto cardiaco; morì 4 giorni dopo). Nato a Forlì nel 1941, Benini ha coltivato fin da giovane la passione per la musica, dedicandosi in particolare al sax, strumento con cui ha sviluppato uno stile personale e raffinato. Padre di Monica, Valeria, Roberta ed Elisabetta, ha affiancato alla vita familiare un percorso artistico ricco di collaborazioni importanti. Si esibì con numerosi gruppi. Suonò nell’orchestra di Pierfilippi, condividendo il palco anche con Roby Facchinetti dei Pooh. La sua abilità al sax lo catapultò nella cerchia di Gegè Di Giacomo, storico batterista di Renato Carosone, e con la big band di Henghel Gualdi, mitico clarinettista swing.
Ma il successo non lo allontanò mai dalla vita forlivese, in particolare dal microcosmo dei bar ‘Amici dell’Hobby’ e ’Campo Sportivo’, due punti di riferimento dei musicisti di quel tempo: uno in corso della Repubblica vicino all’hotel della Città e l’altro in viale Spazzoli nei pressi del pattinodromo (entrambi col tempo hanno cambiato nome). Alla fine degli anni Ottanta appese il sax al chiodo: era l’epoca dei dj, le regole erano cambiate e sembrava non esserci più spazio per la musica dal vivo. Victor, così, si dedicò a un’altra passione: la riparazione degli orologi.
Lo scorso 2 novembre, anche in suo suffragio fu celebrata la ‘messa dell’artista’, rito a San Mercuriale in cui vengono commemorati tutti i forlivesi noti nel mondo culturale scomparsi nel corso dell’anno. La famiglia s’è affidata a un avvocato, che sta verificando se anche la morte di Victor sia tra i casi attenzionati dai pm. Contattata, una delle figlie ha preferito non rilasciare dichiarazioni.
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