I tempi del soccorso del 118: un quarto d’ora per i codici rossi
Soccorritori del 118 al lavoro
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Ravenna, 9 marzo 2026 – Quindici minuti. Il tempo di rispondere alla chiamata e intanto far partire un mezzo, districarsi nel traffico e arrivare lì dove serve: dove c’è qualcuno che sta male. È il tempo medio registrato a Ravenna dai mezzi del 118 per intervenire sui codici rossi nel 75% dei casi. Il dato è relativo al distretto, che include Ravenna, Cervia e Russi. Nella Romagna Faentina il dato è lo stesso: 15 minuti. In Bassa Romagna sale a un minuto in più: 16.
In linea con la media della Romagna
Numeri che rispecchiano la media della Romagna, dove Forlì è a 14 minuti (il dato più basso), Cesena, la valle del Savio e Rimini a 15 e infine Riccione e la valle del Rubicone a 16. In tutta la Romagna la media nel 75% dei casi è 15 minuti, nel 90% è 20. “Nei tre quarti dei casi occorre avere una media tra i 18 e i 21 minuti, solo nel 25% si va oltre, e si può arrivare a 21 minuti, è considerato adeguato – spiega Maurizio Menarini, direttore della centrale operativa del 118 Romagna –. Il calcolo riguarda ovviamente solo i codici rossi”.
I codici rossi, il 2,5% degli interventi
Che nel 2025 in provincia di Ravenna sono stati 1.252. Almeno, quelli reali: ovvero, che sono stati classificati come tali dopo l’intervento del 118. Si tratta del 2,5% degli interventi totali, che nel 2025 sono stati 48.872. La centrale operativa invece, nel classificare le chiamate su cui far intervenire mezzi e operatori, aveva classificato come rossi 6.337 casi, il 12,9%. “C’è una sovrastima perché quando l’operatore è in dubbio classifica col codice di maggiore gravità – prosegue Menarini –. I casi veramente critici sono pochi. E sul posto comunque arriva sempre un infermiere che effettua subito le manovre sanitarie”.
Interventi in lieve aumento
Tornando ai dati, nel 2025 in provincia di Ravenna i codici gialli gestiti dal 118 sono stati 19.159 (39,2%), i verdi 22.887 (46,9%) e i bianchi 489 (1%). C’è stato un piccolo incremento nel numero di interventi, visibile esaminando il dato complessivo romagnolo: da 139.061 nel 2024 a 140.662 nel 2025, +1,15%. “Due anni fa c’era stato un calo, ora un piccolo aumento. Può dipendere dal fatto che l’anno scorso l’influenza è arrivata a dicembre, mentre quella dell’anno precedente a gennaio – spiega Menarini –. Tra i pazienti ci sono anche alcuni anziani ‘frequent user’, persone che si sono rivolte al servizio più di una volta nel corso dell’anno. In tutta Europa c’è un dibattito sul fatto che i servizi di emergenza stanno lavorando sempre di più, ma sempre meno sui casi critici: tanti sono trasporti non urgenti. I tanti codici verdi? Sono interventi differibili in cui rientrano tante cose: da piccoli infortuni ad anziani con bisogni anche sociosanitari. Casi in cui serve il trasporto”.
La sopravvivenza in caso di arresto cardiaco
Infine un dato interessante riguarda la sopravvivenza in caso di arresto cardiaco extraospedaliero. La media in Romagna è il 9,3%. “Superiore a quella europea e di poco inferiore a quella degli Stati Uniti – riporta l’Ausl –, considerati il punto di riferimento per gli interventi sull’arresto cardiaco”. In Europa sopravvive il 7,5%, in Italia il 6,6%.
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