Sviene al pronto soccorso: nessuna barella
L’ospedale Urbani di Jesi
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Jesi, 24 aprile 2026 – Non c’è più spazio per le barelle lungo i corridoi e nelle stanze del pronto soccorso del Carlo Urbani. Una crisi di spazi e mezzi che mercoledì si è trasformata in dramma: una giovane donna, accompagnata al pronto soccorso per una colecisti con dolori acuti in atto è svenuta cadendo a terra. In mancanza di spazi anche solo per sistemare una barella in più, è stata fatta accomodare su una sedia. Le sue urla hanno raggiunto la sala d’aspetto, da dove i genitori, riconoscendo la sua voce sono accorsi.
Una situazione al limite
La paziente ha riportato un trauma alla mano, ma l’episodio denuncia una saturazione insostenibile. Anche ieri la situazione era al limite con 41 barellati e 12 persone in attesa di un posto letto. Tra di loro anche molti anziani. Un iperafflusso davvero insolito per la stagione. Ma nonostante la situazione vicina al collasso, i posti letto nei reparti non vengono aumentati. Se ne parla da anni ormai. In tutto questo accadono anche delle anomalie che suonano come beffa: il nuovo programma informatico in uso al personale sanitari allunga i tempi e assegna a tutti una ‘prognosi riservata’ che ha spaventato i pazienti.
Le problematiche del sistema informatico
A intervenire è il coordinatore tribunale del malato Jesi Pasquale Liguori: “Piove sul bagnato: non basta la grave carenza di organico, né gli spazi risicati in cui opera, neppure il sovraffollamento continuo e gli accessi impropri. A tutto ciò si è aggiunto ‘Dedalus’ il nuovo sistema informatico che ha sostituito il precedente Dseo. Sin dai primi giorni sono venute alla luce tante problematiche operative che hanno creato negli operatori preoccupazioni e critiche che al momento risultano ancora presenti. Noi del Tribunale del malato abbiamo ricevuto in questi giorni segnalazioni di pazienti dimessi dal pronto soccorso per i quali abbiamo avuto modo di riscontrare sulla lettera di dimissione cose assurde e intollerabili, peraltro riscontrate e confermate dagli operatori del reparto come per esempio: in default sui referti viene fuori ’prognosi riservata’ o ancora alcune somministrazioni di farmaci prescritte dal triage non vengono riportate nel referto. O ancora in alcune sezioni del referto compaiono diagnosi o prescrizioni a carattere cubitali, tutte cose che finiscono per allarmare il paziente ed agli operatori del pronto soccorso a giustificarsi per quanto riportato. A ciò si aggiunge anche il mancato funzionamento del monitor in sala di attesa. Gli operatori stanno lavorando con turni massacranti, in condizioni in cui ci sarebbe solo da fargli elogi. La Regione – conclude Liguori - deve assolutamente intervenire quanto prima”.
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