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I nomi degli indagati di Affidopoli, per Ricci una nuova accusa (peculato). Nel mirino anche il raduno dei 1.600

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14.04.2026

Matteo Ricci a cena in una delle case degli italiani

Pesaro, 14 aprile 2026 – Nuovamente indagato. Invece di uscire dall’inchiesta come aveva sperato, Matteo Ricci deve rispondere di un’altra accusa: peculato. Avrebbe coperto con soldi pubblici, stanziati dai dirigenti del Comune, parte delle spese private del suo tour “Pane e politica” che nel 2024 lo portò in giro per le case degli italiani. Era un’iniziativa per promuovere il suo libro e preparare il terreno alla candidatura alle Europee. Ma non sono solo queste le cene che hanno allargato il fronte dell’inchiesta per concorso in corruzione sulla quale la procura di Pesaro lavora dal luglio 2024: l’altra è la cena dei 1.600 invitati alla Fiera di Campanara del 12 aprile 2024, due anni fa.

Secondo gli inquirenti, parte del catering di quella sera, curato dalla ditta “Giustogusto”, fu pagato gonfiando i costi di un altro evento affidato alla stessa azienda: il ricevimento per Marina Abramovic durante Pesaro Capitale della cultura (era il 18 giugno 2024 a Villa Imperiale).

Nuovi ipotesi di reato: ecco per chi

Nel complesso, gli sviluppi di Affidopoli portano nuove ipotesi di reato non solo nei confronti di Ricci, ma anche di Eros Giraldi, dirigente del Servizio manutenzioni e viabilità, Massimiliano Amadori, ex capo di gabinetto del sindaco, Massimiliamo Santini, coordinatore degli eventi e uomo al centro dell’inchiesta fin dall’inizio, Silvano Straccini, ex direttore generale della Fondazione Pescheria e Marina Vagnini, responsabile comunale del settore attività economiche. E ci sono anche due nuovi indagati, che fanno salire il totale a 27: sono Marcello Ciamaglia, ex capo dell’ufficio stampa del Comune, e Paola Nonni, dirigente e vicesegretaria generale. Le accuse sono a vario titolo di falso e peculato.

Pane e politica, il nodo del videomaker

Ma torniamo a “Pane e politica“. Secondo la procura, il compenso dovuto al videomaker che ha seguito Ricci nelle varie tappe del tour politico-elettorale sarebbe stato pagato appunto con soldi pubblici. Incaricato “a voce” da Massimiliano Santini, il videomaker avrebbe dovuto avere 10.300 euro più Iva, che sarebbero poi stati pagati attraverso tre determine comunali dai costi gonfiati. Tutte legate ad attività di promozione turistica o per il Natale, per un totale di 32.500 euro più Iva, nei quali sarebbero stati compresi anche i 10.300 euro per il videomaker, in un caso inserito falsamente tra i beneficiari della determina, negli altri due assegnandogli somme maggiori. Per questa vicenda sono indagati per falso e peculato Ciamaglia, Amadori, Nonni e Vagnini, solo per peculato Ricci e Santini. Contattato ieri pomeriggio, l’europarlamentare non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Ad agosto dell’anno scorso Marcello Ciamaglia, che ieri non ha commentato il suo coinvolgimento, aveva dato la sua versione sull’eventuale utilizzo di fondi pubblici per “Pane e Politica”. “Il sindaco ha sempre avuto incarichi istituzionali – aveva detto –, che lo hanno fatto muovere per l’Italia per incontri con sindaci e amministratori locali. Massimiliano Santini aveva l’incarico di seguire i social del sindaco, oltre che di coordinare l’organizzare degli eventi del Comune. Nei casi delle cene citate o della presentazione del libro, le stesse erano state precedute da incontri o eventi istituzionali che Santini o altri membri dell’ufficio stampa seguivano. Mai il Comune ha rimborsato spese improprie fuori dalle giornate di lavoro istituzionale”.

La cena alla Fiera di Campanara e gli altri ricevimenti tra ‘creste’ e date che non tornano

L’altra storia, quella della cena alla Fiera di Campanara, sarebbe figlia di meccanismi simili e con protagonisti solo in parte diversi. Al centro di tutto, come anticipato, c’è parte del prezzo da pagare al titolare della “Giustogusto” che si occupò del catering per gli oltre 1.600 commensali: si parla di 5.098 euro più Iva.

Alla ditta sono stati assegnati altri due ricevimenti, quello per Marina Abramovic e un altro per l’inaugurazione della statua di Pavarotti. La “cresta” sarebbe stata fatta con il primo dei due e con la firma, secondo gli inquirenti, di Silvano Straccini, allora direttore della Fondazione Pescheria.

Avrebbe fatto figurare un numero maggiore di invitati, 120 invece di 80, per gonfiare le spese del ricevimento in modo da consentire a “Giustogusto” di recuperare parte di quanto le spettava per la cena di Campanara. E qui spuntano anche date che non tornano: l’affidamento diretto alla ditta è datato 17 giugno 2024, quando in realtà il documento è stato sottoscritto con firma digitale il 24 luglio, oltre un mese dopo. Anche in questa vicenda avrebbe avuto un ruolo Marcello Ciamaglia, che è indagato per concorso in peculato, mentre Straccini deve rispondere sia di peculato che di falso.

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