Il ’luogo felice’ del profumiere : "Una fragranza per i piccoli malati. Come l’abbraccio di una madre"
Meo Fusciuni visita pazienti del reparto di pediatria di Cona, la tappa con l’associazione Giulia "La storia di questo grande gruppo di volontari mi ha commosso. E per questo non potevo tirarmi indietro".
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In occasione del trentennale dell’Associazione Giulia, ieri mattina al Ridotto del Teatro il convegno si è aperto con l’intervento di Agnese Suppiei, Direttrice Area Pediatrica OspeFe, su malattia, linguaggi e promozione del benessere psicofisico. Si sono susseguiti gli interventi di Luigi Grassi, ordinario di Psichiatria Unife che si è concentrato sulla necessità di istituire la figura professionale dello psico-oncologo, e di Dorella Scarponi, Pediatra e Specialista in Psicologia che ha trattato della memoria della guarigione. Poi è stato il turno di Franca Emanuelli, Responsabile di Neuropsichiatria Infanzia che si è focalizzata sul corpo che parla e sull’importanza delle parole con pazienti e genitori. Infine Cecilia Sorpilli, pedagogista, ha esplorato l’accompagnamento dell’elaborazione emotiva attraverso i mediatori simbolici. A fare da moderatrice la giornalista Camilla Ghedini, che ha poi intervistato Marco Martello, autore de La formula del sentire. Dulcis in fundo, l’ospite d’onore. Un lungo viaggio, iniziato dalla lontana Sicilia e culminato in Liguria, con numerosi successi in campo internazionale. Per tutti conosciuto come Mago Meo, Fusciuni ha scelto di riprendere il nome del padre, Bartolomeo, per rimanere attaccato a quello che per lui è un ricordo essenziale: l’infanzia. Ma come tornarci, se quel periodo ormai è acqua passata? Meo Fusciuni ci è riuscito con i profumi, nonché con le sue grandi capacità olfattive. Questo connubio, mediato dall’Associazione Giulia in occasione del suo trentennale, lo ha portato a Ferrara, a conoscere i piccoli pazienti del reparto di pediatria di Cona. "La storia dell’associazione mi ha commosso e per questo non potevo tirarmi indietro. Ho voluto creare un profumo che riportasse questi bambini in un luogo felice, dove meriterebbero di stare". Dal nome "Un luogo felice", questa fragranza ha spinto Meo oltre i suoi limiti, ma gli ha permesso di vivere una giornata a contatto con quelle piccole anime che ogni giorno combattono per la loro vita. "Ci sono rapporti nella vita che non possono essere legati a contratti o circostanze burocratiche. A volte bisogna farsi guidare dal cuore. Noi profumieri, poi, siamo abituati al riconoscimento di moltissime persone, ma alla fine tutto si traduce nel sorriso di un bambino. A livello umano, la giornata di ieri sarà indimenticabile per me". Non è stato semplice, ma per aiutarsi Meo ha scelto di partire dalla sua infanzia, per avvicinarsi ai bambini: "Ho dovuto pensare a un luogo di conforto, di affetto e di consolazione. Il mio lavoro è stato incentrato principalmente sul bilanciamento dei profumi e degli aromi agrumati, fioriti e moscati che ricordano l’abbraccio della madre. In base alle materie prime del profumiere, bisogna decidere quali di queste usare per la composizione finale. L’obiettivo è trovare quel prodotto che li faccia sentire a casa, anche quando apparentemente sembra impossibile". Sempre ieri, a Cona, Mago Meo ha ufficializzato il suo impegno nel rifornire i reparti con il suo "luogo felice", stringendo di fatto un rapporto duraturo con Ferrara: "Il profumo è un presidio del benessere: quando mi ha chiamato l’associazione Giulia io ho accettato anche perché credo fortemente che il profumo regali felicità e serenità. Sono fiero di poter aiutare e di rasserenare questi bambini per i prossimi anni".
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