Forza Nuova, convegno nella bufera: “Il 25 aprile di Predappio è un altro”. Il Pd: “È una ‘internazionale nera’”
Il sindaco di Predappio Roberto Canali e l’assessora regionale Gessica Allegni, del Pd
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Predappio (Forlì), 22 aprile 2026 – Sabato il quotidiano online Fahrenheit2022, in collaborazione con Forza Nuova, ha scelto Predappio Alta per un convegno dal titolo ‘La fine dell’antifascismo’. Sottotitolo: “Massoneria, sionismo, 9 ottobre 2021, giustizia, mafia, Usa, Mercosur” (il 9 ottobre 2021 ci fu l’assalto alla Cgil a Roma, per il quale è stato condannato il segretario di Forza Nuova Roberto Fiore). Una provocazione-choc proprio il 25 aprile, festa che celebra la fine dell’occupazione nazi-fascista durante la Seconda guerra mondiale. La sede sarà un capannone delle vecchie fabbriche Caproni, quello dove anni fa era insediata l’ex falegnameria L’Arte, diventato di proprietà di Domenico Morosini (lo stesso di Villa Carpena). Annunciati Nick Griffin, già presidente del Partito Nazionale Britannico ed ex europarlamentare (condannato nel 1998 per incitamento all’odio razziale) e Ioannis Zografos, avvocato di Alba Dorata.
"Il 25 aprile è un giorno di festa per tutti e come tutti gli anni come sindaco mi atterrò al solito programma celebrativo, che ricorda l’81° anniversario della Liberazione d’Italia". È questa la dichiarazione ufficiale del sindaco di Predappio, Roberto Canali, riguardo al provocatorio convegno annunciato da Forza Nuova per sabato, giorno della Liberazione. Del convegno e tanto più dell’argomento, il primo cittadino di Predappio non vuole parlare. Anche Miro Gori, presidente provinciale dell’Anpi, preferirebbe non parlare più dell’argomento antifascismo, «perché il fascismo è stato una dittatura di guerra che la storia e la nostra Costituzione hanno superato, anzi sepolto, per sempre. Tuttavia, come diceva bene Umberto Eco, ‘il fascismo non è mai morto’.
Quindi va ancora combattuto, perché non possiamo accettare provocazioni come quelle di chi ha organizzato a Predappio un incontro sulla fine dell’antifascismo proprio il 25 aprile, festa della Liberazione dal nazifascismo. Significherebbe la fine stessa della Costituzione, basata sulla Resistenza e l’antifascismo». E definisce l’evento «inqualificabile». Parla di una «internazionale nera» l’assessora regionale Gessica Allegni, nel lanciare l’allarme sull’iniziativa di Forza Nuova: «Ci sono esponenti di movimenti radicali stranieri come i greci di Alba Dorata e gli inglesi del British National Party. Uno scenario ancora più inquietante». E avverte: «Non è un semplice dibattito, ma un tentativo deliberato di calpestare i valori alla base della nostra Costituzione e la memoria di chi ha lottato per la libertà, anche di chi ‘era contro’. È paradossale che si faccia riferimento alla libertà di opinione, invocando lo smantellamento dei valori fondanti della Repubblica». L’antifascismo che secondo Forza Nuova «è finito», per Allegni «non è un concetto superato, una moda del passato, ma un dovere civile e morale, di estrema attualità in un mondo attraversato da pericolose derive autoritarie. Rispondere a queste provocazioni significa riaffermare che la nostra democrazia non è negoziabile e che la storia non può essere riscritta da chi cerca visibilità attraverso lo sfregio della memoria collettiva».
Il Pd forlivese si è espresso insieme al circolo di Predappio e Fiumana, rimarcando a sua volta «la partecipazione di noti esponenti nazionali e internazionali appartenenti a partiti di destra e di ispirazione neofascista. Un’iniziativa provocatoria, ma anche preoccupante. Crediamo nella libertà di opinione, ma non nella negazione della storia. L’antifascismo non un’opinione, è la base della nostra democrazia». Si tratta di «un insulto alla nostra Costituzione, uno sfregio a partigiane e partigiani», perché «l’antifascismo è un valore fondante della nostra Repubblica». E chiede: «Oltre agli eventi per il 25 aprile, il Comune non ritiene doveroso esprimersi in merito?». Per la Cgil di Forlì-Cesena, è «una provocazione grave, che offende la memoria della Resistenza e i principi fondanti della nostra Costituzione», nonché «un tentativo di banalizzare il fascismo e mettere in discussione i valori democratici su cui si fonda la Repubblica», una «pericolosa riscrittura della storia» che «legittima linguaggi e pratiche incompatibili con l’ordinamento democratico». Il sindacato è preoccupato anche per il riferimento, tra i temi da toccare a Predappio, al 9 ottobre 2021, ovvero «l’attacco squadrista» contro la Cgil di Roma, «un presidio fondamentale di democrazia e diritti del lavoro, per il quale sono arrivate condanne definitive da parte della magistratura». Secondo la Cgil, l’iniziativa non può essere giustificata neanche dal fatto di essere «privata». Il Pci (Partito Comunista Italiano) di Forlì-Cesena «esprime la totale condanna a tale ennesimo gesto grave, infame e dissacrante sottolineando come, ancora una volta, chi dovrebbe essere a garanzia dell’ordine pubblico, non ravveda gravi elementi di provocazione». E un invito al questore e al prefetto a fare rispettare la Costituzione.
«A dir poco vergognoso», è il parere di Amin della Caproni: questo il nome con cui compare sui social network (lui si definisce «giovane divulgatore»): tratta online dell’antica fabbrica aeronautica, annunciata come sede del convegno. «La Caproni – spiega – non è un luogo per fare politica. Questa vicenda mette seriamente a repentaglio tutto il lavoro svolto negli anni per restituire una lettura storica corretta della Caproni, sottraendola all’etichetta semplicistica e distorta di ’fabbrica fascista’». Timori anche per la sicurezza: «Le condizioni del capannone della Caproni sono pessime e, come il resto del complesso, presenta evidenti segni di degrado e criticità strutturali».
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