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L’incredulità degli amici di Adriana e Mauro: “Dovevamo vederci, invece abbiamo trovato i carabinieri”

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22.04.2026

La scientifica al lavoro nella villa in cui vivevano Mauro Zaccarini e Adriana Mazzanti

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Bologna, 22 aprile 2026 – Il cancello chiuso della grande villa gialla presidiato dai carabinieri. L’edificio signorile, con un bel giardino, dove abitavano Mauro Zaccarini e Adriana Mazzanti, si trova proprio davanti al centro sportivo di Torre Verde, immerso nella quiete della campagna del comune di Castel Maggiore. La notizia del femminicidio-suicidio ha sconvolto tutti.

I vicini di casa attoniti

Sfilano alcuni vicini di casa che, dopo aver parcheggiato le auto nell’attiguo parcheggio condominiale, si avviano verso l’ingresso. Una volta arrivati al cancello, trovano i militari dell’Arma che chiedono loro i documenti per accertarsi dell’effettiva residenza delle persone che vogliono entrare nel cortile della villa.

"Dovevamo venire qui da loro oggi”

“Dovevamo venire qui da Mauro e Adriana oggi – dice telegraficamente una signora in compagnia di un uomo e con barboncino bianco al guinzaglio –. Eravamo amici della coppia. Poi invece…”. Il barboncino, di proprietà dei coniugi deceduti, è stato dato in custodia temporaneamente a questa signora. Altri vicini che stazionano nel parcheggio sono ammutoliti. Solo qualche battuta a voce bassa tra di loro. Nessuno che si lasci andare a qualche valutazione. L’incredulità per quanto accaduto è troppo grande. Nessuno mai pensava ad una tragedia del genere.

Il ritrovamento dei corpi

“Mauro non rispondeva più al telefono stamattina – racconta in modo stringato una parente –. Da lì è scattato l’allarme, il figlio di Mauro è andato nell’appartamento con un vicino e a quel punto sono stati trovati i corpi”. Nei pressi dell’entrata stazionano, oltre ai mezzi dei carabinieri, anche quello della scientifica e il furgone dell’infortunistica legale, arrivato in un secondo momento. Dopo le procedure di rito, i corpi vengono trasportati alla Medicina legale per tutti gli accertamenti.

Il sindaco: “Non è ancora il momento di esprimere un giudizio”

Sulla terribile vicenda interviene Luca Vignoli, il sindaco di Castel Maggiore: “Non è ancora il momento – dice il primo cittadino – di esprimere un giudizio su questo gravissimo fatto di cronaca. Dai primi approfondimenti interni pare che queste persone non fossero mai entrate nel raggio d’azione dei nostri servizi sociali. Attendiamo i risultanze degli accertamenti di polizia – conclude il sindaco – ed esprimiamo solidarietà ai familiari colpiti da questa tragedia”.

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© il Resto del Carlino