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A scuola sotto le bombe in Ucraina: “Lezioni senza compagni, solo le metro sono sicure”

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16.02.2026

Bologna, 16 febbraio 2026 – «I miei giorni preferiti sono venerdì e sabato, quando andiamo a scuola». Zeinab ha 13 anni, vive in Libano e non frequenta abitualmente una scuola. Come lei, 251 milioni di bambini e bambine sono esclusi dall’educazione scolastica. Sono esclusi perché vivono in contesti fragili, segnati da conflitti, povertà, crisi climatiche. Lì, l’organizzazione italiana WeWorld, è impegnata da 50 anni con progetti di aiuto umanitario, per garantire un’attenzione all’educazione anche dove rischia di essere dimenticata. Voci dalla Palestina, dal Libano, dal Brasile, dal Kenya, dalla Cambogia, dalla Siria: bambini, genitori, insegnanti e operatori raccontano la storia, vista dai loro occhi. Dall’Ucraina risponde Piero Meda, direttore Paese per WeWorld.

Meda, quali sono oggi le condizioni in cui studiano i bambini in Ucraina?

«Da quando è iniziata l’invasione, le scuole hanno chiuso e quasi cinque milioni di bambini hanno........

© il Resto del Carlino