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Progetto internazionale all’Irst. Arriva Maya, lo specchio digitale per il cuore di chi ha avuto il cancro

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08.03.2026

Il dottor Pietro Cortesi, responsabile del Servizio di Cardioncologia dell’Irst di Meldola, davanti al prototipo di specchio digitale

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Si chiama ‘Maya’ il progetto all’avanguardia che sarà testato all’Irst ‘Dino Amadori’ di Meldola, l’unico centro clinico italiano dei cinque selezionati per sviluppare questa sperimentazione finanziata dal programma europeo Horizon con quasi 6 milioni e che coinvolge 16 enti di ricerca da 10 Paesi. L’altra realtà italiana presente è il Cnr – Istituto di scienza e tecnologia dell’informazione ‘Alessandro Faedo’.

Il progetto si propone come un vero e proprio ‘specchio della salute digitale’. Quando il paziente si posiziona di fronte alla piattaforma, questa è, infatti, in grado di analizzarne la posizione e i movimenti del corpo e del viso, unendoli ai parametri biometrici raccolti tramite una bilancia digitale e ad altri dispositivi come uno smartwatch e un misuratore di pressione. Il risultato è una valutazione del benessere del paziente e lo specchio dialogherà con lui in prima persona, fornendo consigli ad esempio alimentari e per la gestione dello stress.

Protagonisti della sperimentazione saranno adolescenti e giovani adulti tra i 15 e i 39 anni che hanno superato una prima diagnosi di tumore. Inizia a quel punto una nuova stagione di cura, in cui sono centrali prevenzione, ma anche promozione della salute e tutela della qualità della vita. Tra questi, un’attenzione crescente è rivolta alle complicanze cardiovascolari. La sperimentazione sarà testata entro il 2028, quando il prototipo sarà ultimato e gli sviluppatori stimano che possa garantire tra il 30 e il 40% in meno degli eventi cardiaci maggiori.

"Siamo orgogliosi che l’Emilia-Romagna sia protagonista di una sperimentazione così importante – sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi –. Le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale non devono spaventarci, perché saranno preziosissime alleate nella tutela della salute e la scelta di Meldola è solo l’ultima conferma di come il nostro sistema regionale sia riconosciuto a livello internazionale come all’avanguardia, grazie soprattutto alla presenza di operatori e professionisti dall’elevatissima competenza".

Per Pietro Cortesi, responsabile del Servizio di Cardioncologia Irst "la partecipazione a questa iniziativa consentirà di offrire ai pazienti l’accesso a soluzioni digitali innovative, per preservare una buona qualità della vita dopo i trattamenti oncologici. Questa collaborazione contribuisce a rafforzare il ruolo dell’Irst nella ricerca clinica a livello europeo, valorizzando un ambito di crescente rilevanza per il nostro Istituto, quale quello della riabilitazione cardioncologica". Per la direttrice generale Irst Cristina Marchesi "la presa in carico del paziente oncologico non si esaurisce nella fase acuta della malattia, ma si estende alla gestione delle complicanze a lungo termine. Un approccio che si avvale degli strumenti più innovativi disponibili e che trova nella trasversalità tra le nostre unità il motore per far convergere competenze diverse per il bene del paziente".

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