Pistole, granate e pure il tritolo. L’arsenale dietro ai Giardini: l’85enne Corrado ai domiciliari
Bologna, 15 febbraio 2026 – È ai domiciliari in attesa di convalida, dopo essere stato arrestato per detenzione di armi e munizioni da guerra. Perché nella casa di via Tinozzi, dove Corrado Pizzoli, l’ottantacinquenne ex dipendente dell’armeria di via Volturno viveva solo, la polizia ha trovato di tutto. Persino del tritolo. L’uomo, che era stato anche tra i testimoni del processo ai fratelli Savi per la strage della Uno Bianca nell’armeria dove furono uccisi Lucia Ansaloni e Pietro Capolungo, è stato arrestato venerdì sera, dopo che per tutta la giornata i poliziotti del commissariato Bolognina Pontevecchio e gli artificieri hanno lavorato per portare via l’arsenale che nascondeva in casa.
Pizzoli denunciato da un parente
Gli agenti erano intervenuti nell’abitazione per eseguire un ritiro cautelativo di armi: Pizzoli era stato denunciato da un parente con cui aveva avuto una lite. A seguito del fatto i poliziotti erano intervenuti nella casa, dove si aspettavano di trovare 59 armi, regolarmente detenute. E invece, una volta dentro, si sono resi conto che la ‘collezione’ dell’uomo era molto più corposa.
Sequestro di diverse armi
Gli operatori, dopo aver riscontrato gravi irregolarità nella detenzione di diverse armi, hanno deciso di effettuare una perquisizione più approfondita dell’abitazione, che ha portato al sequestro di armi, munizioni e materiale esplosivo da guerra detenuti illegalmente, tra cui 70 munizioni di vario calibro, componenti di mitragliatrice, una granata, munizioni per cannoncino, un razzo lacrimogeno e pure del tritolo. Proprio per poter intervenire in sicurezza, vista la mole e la ‘qualità’ del materiale rinvenuto, gli agenti hanno chiesto l’intervento degli artificieri. Al termine del sequestro, l’ottantacinquenne, fino a venerdì incensurato, è stato arrestato.
Il sindacato di polizia: “Urgente rafforzare gli organici in Bolognina”
"Nonostante i settori burocratici del Commissariato Bolognina, in particolare il settore della Polizia Amministrativa, soffrano di una pesante carenza di organico – comunica Leo Pesce, segretario generale provinciale Coisp Bologna – il personale ha portato a termine con grande professionalità un’operazione complessa. I poliziotti intervenuti non si sono limitati alla segnalazione iniziale, ma hanno approfondito attentamente gli elementi disponibili, arrivando a scoprire un vero e proprio arsenale di armi comuni, da guerra ed esplosivi, garantendo la sicurezza dell’area e della comunità. L’episodio dimostra quanto sia urgente rafforzare gli organici in Bolognina, assicurando a poliziotte e poliziotti condizioni adeguate per lavorare con continuità ed efficacia, anche in attività di natura burocratica che hanno ricadute dirette sulla sicurezza operativa. Questa operazione conferma il valore della professionalità, dell’attenzione e dell’impegno dei colleghi, che, nonostante le difficoltà, garantiscono ogni giorno una presenza dello Stato affidabile e concreta sul territorio”.
