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Incendio in via Dagnini, a fuoco il chiosco dei fiori: "Abbiamo perso anni di lavoro"

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27.02.2026

Sarebbero accidentali le cause dell’incendio che ha distrutto l’attività di Saha Sompa. Gara di solidarietà nel quartiere, dove la famiglia che gestisce il negozio è conosciuta e stimata

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Bologna, 27 febbraio 2026 – "Noi viviamo del nostro lavoro. E questo incendio è un colpo durissimo". Saha Sompa l’altra notte è arrivata alle 2 in via Dagnini, mentre i vigili del fuoco stavano ancora spegnendo l’incendio scoppiato nel suo negozio di fiori. Il chiosco ‘Sara piante e fiori’, conosciuto e frequentato da tantissimi residenti della zona Murri, è adesso sventrato e distrutto.

Gli accertamenti sulla natura del rogo

I pompieri e la polizia, una volta domate le fiamme, hanno lavorato per accertare la natura del rogo. Che, dagli accertamenti svolti, pare essere riconducibile non a un atto vandalico o comunque doloso, ma a cause accidentali: un corto circuito partito da una lampada. "Mi ha avvertito un vicino – racconta Saha –, che aveva visto il fumo e le fiamme e che ha chiamato i pompieri. Sono corsa in via Dagnini a vedere cosa stesse accadendo. E ho visto la nostra attività distrutta. Non ho neppure capito come fosse successo, c’era molta confusione".

Un’attività su cui ruota la vita di una famiglia

Un’attività su cui ruota la vita di una famiglia intera: "Noi siamo sei e viviamo grazie a questo lavoro. Abbiamo anche un altro negozio in via Murri, ma lì siamo in affitto. L’incendio ha distrutto anni di fatiche. Tra l’altro avevamo fatto rifornimento di mimose, per la festa della donna. Tutto bruciato". Ieri Saha si è barcamenata tra la complessa burocrazia che segue alle disgrazie, con la consapevolezza di non riuscire neanche a ottenere un risarcimento "perché non siamo neppure assicurati. Sono disperata", dice.

I genitori e i compagni di scuola dei bambini di Saha si sono attivati 

Una situazione di difficoltà che non è passata inosservata ai clienti e ai vicini della fioraia. Anche i genitori dei compagni di scuola dei bambini di Saha si sono attivati, mettendosi a disposizione pure per le piccole, ma complesse, incombenze burocratiche che la famiglia sta affrontando. Qualcuno aveva proposto una raccolta fondi, ma la famiglia ha declinato l’offerta con grande dignità: "Preferiscono – spiegano alcuni conoscenti – che, al momento della riapertura, si vada a comprare i fiori da loro. Insomma, a tempo debito potremo mostrare loro la nostra solidarietà in questo modo". Un gesto concreto e facilmente realizzabile, che sicuramente i residenti del quartiere - e non solo - non mancheranno di realizzare.

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© il Resto del Carlino