"Meloni a piazzale Loreto". La scritta in Cirenaica condannata e cancellata
La scritta era in un parcheggio condominiale di via Dal Ferro: subito cancellata
Articolo: Scritta contro Meloni. “Clima di odio a Modena: situazione pericolosa”
Articolo: La battaglia sull’ex cava. Scomparso lo striscione
Articolo: Scritte choc contro Serfilippi e Meloni. Condanna unanime: "Gesto vile e codardo"
"Meloni attenta, a piazzale Loreto c’è ancora posto". E, accanto, una stella a cinque punte. La scritta con la minaccia alla premier si trovava in un parcheggio privato di un condominio di via Scipione dal Ferro, in Cirenaica. Non è la prima volta che in città la polemica politica trascende in toni di minaccia: basta ricordare il fantoccio con le fattezze della presidente del Consiglio appeso a testa in giù da Cua qualche anno fa o analoghe scritte vergate nel tempo.
Questa volta, la condanna è stata subito bipartisan e la scritta pulita in tempi record dal Comune: adesso la Digos sta lavorando per arrivare all’identità degli ignoti writers. A denunciare la frase - che si troverebbe lì già da qualche settimana - è stato per primo il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, che "oltre ad esprimere solidarietà" alla premier auspica che "la sinistra, e in particolare l’amministrazione comunale, condanni con fermezza queste vili minacce, vincendo quell’ambiguità che troppo spesso ha caratterizzato le forze politiche che guidano oggi il Comune".
Sulla stessa linea anche il coordinatore cittadino di Fdi, Francesco Sassone, che parla di "un clima di odio che, purtroppo, trova terreno fertile in città. A Bologna c’è troppa tolleranza verso chi semina violenza: si tratta di messaggi gravi che non vanno sottovalutati". Un "episodio vergognoso e inaccettabile" lo definisce l’europarlamentare meloniano Stefano Cavedagna, secondo cui "a Bologna è necessario mettere un punto a questo clima violento, che si sente evidentemente legittimato da una certa sinistra che predica democrazia ma poi finisce per tollerare messaggi simili. Chiediamo che questa indegna scritta venga cancellata e che Lepore e la sinistra prendano le distanze".
Detto, fatto. Nel pomeriggio di ieri, infatti, il Comune ha pulito il muretto e il capo di gabinetto del sindaco, Sergio Lo Giudice, ha condannato "con nettezza la scritta minacciosa", esprimendo "la solidarietà dell’amministrazione comunale alla premier". Per Lo Giudice, "all’interno di una comunità democratica lo scontro politico, per quanto aspro, non può e non deve sconfinare in atti di violenza o di minaccia fisica alle persone". A condannare l’episodio sono stati anche il presidente di Confabitare e candidato sindaco di ‘Una nuova Bologna’ Alberto Zanni, che parla di "vero fascismo", mentre i leghisti Matteo Di Benedetto e Cristiano Di Martino chiedono che "vengano subito individuati i responsabili".
Denuncia infine "un clima di polarizzazione che non fa il bene della gente, in primis dei ragazzi" la capogruppo di Rete civica in Regione Elena Ugolini, che auspica "si abbassino i toni e si torni a dialogare, pur nelle differenze di idee".
© Riproduzione riservata
