Lepore e Riva: "Intervento cruciale. Ridiamo alla città il suo cuore pulsante"
Il Comune e la Sovrintendenza hanno le porte del Teatro Comunale, un luogo che anima la cultura di Bologna dal 1763
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"Il progetto di ristrutturazione del Teatro Comunale, di via e dei Giardini del Guasto rappresenta un intervento per la bellezza della città e la sua vivibilità. Il Comunale è uno dei cuori pulsanti della cultura cittadina e nazionale. Questo importante passo avanti dimostra quanto sia forte e condiviso l’impegno per restituirlo rigenerato alla comunità". Il sindaco Matteo Lepore, anche presidente della Fondazione Teatro Comunale, è di fianco alla sovrintendente Elisabetta Riva. Sono a due passi dalla Sala del Bibiena. Alle loro spalle ci sono ponteggi, impalcature e installazioni. Un cantiere che permetterà il recupero anche di tutte le superfici decorative, dagli stucchi agli intonaci, passando per i dipinti murali.
"L’avvio di un terzo cantiere dedicato alla sala storica, grazie al contributo di sette mecenati, è un segnale concreto dell’indispensabile alleanza tra pubblico e privato – prosegue il sindaco Lepore – per garantire una nuova e lunga vita a questa istituzione fortemente legata alla nostra storia ed identità. Come Comune e come Fondazione, continuiamo a investire con determinazione nella riqualificazione complessiva del Teatro e del suo contesto urbano. La zona rinascerà con questi lavori".
Un giro sulla terrazza che si affaccia in piazza Verdi per vedere dall’alto il cantiere in via del Guasto, la stretta di mano agli architetti di ogni progetto e un obiettivo chiaro in mente: "Rispetto al Teatro della Scala e al Regio di Torino abbiamo percentuali più basse di contributi di privati". Come dire, serve un aiuto da parte di tutti. Il 14 febbraio del 2027 è il giorno in programma per la riapertura del Teatro Comunale. Un momento che segnerà anche una svolta per il centro della città, con il restyling di un’intera area che vive perlopiù di studenti universitari. Se tutto andrà come da copione,tra meno di 10 mesi ci sarà un maxi evento di riapertura, con la kermesse che partirà direttamente da piazza Verdi. Poi, a fine febbraio 2027, la prima opera che darà il via a un’intera stagione di lirica che già nei prossimi mesi dovrebbe essere annunciata. Ma non solo. Un teatro che sarà riorganizzato nei suoi spazi, diventando anche un’area di aggregazione sociale in via del Guasto. Così che i "bolognesi si tornino a innamorare di questa zona", prosegue Lepore che ha parlato di scadenze su cui "siamo in tabella di marcia" e ha ringraziato il neo ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, ex sottosegretario al ministero della Cultura, "per un dialogo molto importante". Obiettivo quindi dare sempre più accoglienza a tutti, facendo del teatro una vera e propria industria culturale: "Abbiate fiducia, stiamo lavorando e siamo innamorati del Comunale".
Un tema che ha a cuore la sovrintendente Riva: "Il grande intervento di restauro della parte su via del Guasto, voluto dal Comune, è il più importante realizzato in Italia negli ultimi quindici anni su un teatro d’opera e rappresenta un passaggio decisivo per Bologna. Tuttavia, fin dal mio arrivo è stato chiaro che non sarebbe stato possibile riaprire senza intervenire anche sulla sala storica: le condizioni generali lo richiedevano, non era una scelta rinviabile. Per questo abbiamo deciso di attivare un terzo cantiere, affrontando subito gli interventi necessari per evitare una nuova chiusura tra pochi anni".
Un maxi-progetto quindi che non guarda solo all’oggi o al breve termine, ma che dà l’input per un degno e brillante futuro. "È una scelta di metodo prima ancora che tecnica: fare bene adesso, con una visione di durata – conclude la sovrintendente Riva –. Grazie al contributo dei privati e all’Art Bonus stiamo riuscendo a intervenire in modo più completo, restituendo al Teatro non solo funzionalità, ma quella qualità e quella coerenza che l’infrastruttura culturale più importante della città deve garantire nel tempo".
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