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Nuove intercettazioni, la collega Ester aveva paura di Luca Spada: “La prossima settimana prendo ferie, non voglio guai”

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14.04.2026

Luca Spada, 27 anni, a sinistra trasportato su un’auto dei carabinieri

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Forlì, 14 aprile 2026 – 

La collega di ‘Spadino’ aveva paura di lui. “La prossima settimana mi prendo le ferie. Non voglio guai”. Ester il 25 novembre 2025 guida l’ambulanza. Luca Spada, autista soccorritore, 27 anni, arrestato sabato per omicidio volontario aggravato, è dietro, con una paziente, Deanna Mambelli, 85 anni. Ester è traumatizzata. “Non so cos’abbia combinato Spadino. Io mi metto in ferie...”.

La Croce Rossa sta portando la donna da una casa di cura all’ospedale di Forlì, per fare riabilitazione dopo un malore. Deanna muore a 300 metri dall’ospedale. Per la procura di Forlì ad ucciderla è stato Luca Spada. Per tutti, ’Spadino’: “L’autopsia, effettuata nell’immediatezza dei fatti, ha stabilito che il decesso della 85enne è stato causato da una violenta iniezione gassosa nel corpo, che ha procurato un arresto cardiaco immediato alla paziente. L’indagato ha iniettato aria nel corpo della donna attraverso un catetere”, dice il procuratore della Repubblica Forlì, Enrico Cieri. Che per la prima volta parla del caso Luca Spada.

La richiesta della Procura: custodia cautelare in carcere per 6 decessi

La procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere per sei decessi. Tutti anziani, spirati tra il febbraio e il novembre 2025. “Tutti uccisi da Spada”, dice l’atto d’accusa della procura – firmato dal procuratore Cieri e dal pm Andrea Marchini – nell’istanza d’arresto.

Il gip Ilaria Rosati ha accolto il fermo di Spadino per un solo episodio. Quello della morte di Deanna. “Gli esiti delle indagini non consentono di riconoscere la sussistenza di gravi indizi per gli altri cinque episodi... C’è inoltre l’assenza di un’autonoma valenza indiziaria del movente...”.

“Quella partita a carte, mai avrei immaginato che sarebbe stata l’ultima. Voglio sapere cosa è successo sull’ambulanza con Spada”

Il movente materiale e psicologico

Il gip Rosati mette il dito sulla piaga: l’assenza di un movente. Il procuratore sembra quasi risponderle: “È vero non c’è, ma l’indagine va avanti”. In un’indagine per omicidio il movente, tecnicamente, potrebbe anche non esserci. A patto che ci sia una ’pistola fumante’. Per gli inquirenti la seconda c’è: la morte di Deanna.

I carabinieri però continuano a lavorare per trovarlo, un movente: “L’indagine è complessa, analizziamo dati e movimenti indietro nel tempo”, rimarca Gianluigi Di Pilato, comandante provinciale dei carabinieri di Forlì. Per i detective la pista potrebbe essere legata ai soldi. “Denaro in nero” che Spadino avrebbe preso “da alcune agenzie funebri”, sottolineano negli atti investigativi gli inquirenti. “Se sei bravo puoi fare anche 7mila euro a settimana”, dice Spadino in un’intercettazione.

Se manca il movente materiale, gli inquirenti puntano su quello psicologico: “Sì, i moventi possono essere tanti”, ammette Cieri. Spadino dice in un alcune intercettazioni degli atti d’indagine: “I vecchietti devono morire per non soffrire più...”. Una specie di serial killer ’buono’? Per il gip Rosati manca inoltre la premeditazione, per tutti e sei gli omicidi contestati dalla procura. E anche sul punto il procuratore Cieri pare replicare indirettamente al giudice: “La premeditazione nella nostra visione sta, per esempio, nel fatto che diversi giorni prima della morte di Deanna, l’indagato chiede di fare quel turno perché ’deve fare un morto’”. Non solo. Quel giorno Spadino, alla collega Ester, dice che ha un dolore al piede: “Guida tu oggi che io sto dietro”. Un’altra collega di Spadino ai carabinieri: “Lui usa delle siringe e un bisturi. Un autista non deve avere a disposizione quegli strumenti...”.

L’interrogatorio di garanzia: Spadino parlerà?

Domani è in calendario l’interrogatorio di garanzia di Spadino. L’avvocato Marco Martines affiancherà Gloria Parigi nella difesa: “Non sappiamo ancora se il nostro assistito parlerà. Deciderà lui”. Gli atti d’indagine contano centinaia di pagine. Gli avvocati devono ancora visionarli. Per questo, con tutta probabilità, Spadino – che durante le indagini s’è sempre proclamato sempre innocente – domani potrebbe non parlare.

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