Fenucci corre: "Avanti con Italiano". Il tecnico frena: "Ci dovremo vedere"
Vincenzo Italiano, 48 anni, seconda stagione sulla panchina rossoblù (Alive)
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Fenucci fissa i paletti sul futuro, Italiano elude il pressing e il Dall’Ara fischia. Il tutto in una sera che è di festa per la Roma e di grande mestizia per il mondo rossoblù, ora legittimamente assai più interessato al futuro in panchina (Italiano o no?) che agli ultimi fuochi di una stagione che promette di regalare assai poco da qui al 24 maggio.
"Il percorso con Italiano continua", dice Claudio Fenucci nel pregara di Dazn con il tono dell’annuncio che non ammette repliche. Postilla: "Italiano ha dotato la squadra di un gioco intenso e propositivo, molto europeo, e siamo convinti di continuare su questa strada. Dovremo un pochino aggiustare le situazioni economiche se non ci saranno i ricavi delle coppe, ma abbiamo un’azionista forte".
Dunque il matrimonio con Italiano va avanti, anche in forza del contratto in essere? Calma e gesso. Tre ore dopo tocca all’allenatore delineare il quadro ed è un quadro che non consegna grandi certezze: "Con la società non ci siamo mai trovati e non abbiamo mai discusso. Lo faremo, come abbiamo fatto un anno fa e come succede dappertutto: ma non c’è nessun incontro già fissato. La cosa importante da qui al 24 maggio è ottenere il massimo dei punti per difendere l’ottavo posto e per vedere se riusciamo a recuperare qualcosa a chi ci sta davanti".
E ancora: "Non capisco il perché di tutte queste discussioni sul mio futuro. Quando sarà il momento di incontrarci lo faremo e già il fatto di sedersi a un tavolo con persone come Fenucci, Sartori e Di Vaio è una garanzia. Giustamente il pubblico ci ha fischiato perché lo stiamo deludendo. Ma la gente adesso vorrà e pretenderà di più, innalzerà l’asticella, ed è giusto fare il punto della situazione per proseguire in modo importante".
Messaggio, nemmeno troppo cifrato, ai propri dirigenti, per capire la consistenza dei progetti futuri. In tutto questo Italiano vuole mettere i puntini sulle i anche a quel "stagione finita tra virgolette" che tanto in settimana ha agitato il mondo rossoblù.
"Quella mia frase è stata strumentalizzata e ha un po’ contribuito a creare il clima che c’era allo stadio – protesta –. Ma chi mi conosce sa che se c’è qualcuno che non molla mai quello sono io".
"Sono arrabbiato e dispiaciuto e vorrei tanto che la squadra si prendesse una rivincita col Cagliari", butta lì ben sapendo però che da dicembre il cammino al Dall’Ara in campionato è semplicemente disastroso. Disastroso anche l’assetto difensivo battezzato ieri. "Con un difensore in più volevamo limitare i loro inserimenti e senza palla l’abbiamo fatto bene" azzarda Italiano.
E Lucumi playmaker? "E’ una situazione nuova in cui Jhon ha toccato tanti palloni: ci lavoreremo". Dopodiché errare è umano, perseverare diabolico: "Ci hanno condannato i soliti errori in due momenti cruciali. Peccato, perché la Roma non mi sembrava in pieno dominio". E invece lo era e ha tremato solo sulla traversa di Orsolini. Da lì i fischi, inevitabili, di un Dall’Ara che in campionato non si meritava cinque mesi di disastri.
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