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Il traguardo. L’ex Fabrizio Castori raggiunge le 1.500 presenze in panchina

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13.03.2026

Cuore bianconero per l’ex allenatore che oggi è il tecnico del Sudtirol.

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Traguardo insuperabile quello raggiunto da un cuore bianconero come Fabrizio Castori. L’ex allenatore dell’Ascoli, oggi alla guida del Südtirol in serie B, in occasione del match disputato a Reggio Emilia e vinto 4-0 il recente 3 marzo ha raggiunto e poi superato le 1500 presenze totali in panchina collezionate nel corso degli anni tra dilettanti (518) e professionisti (982). Nell’ultimo caso le panchine di Castori si sono potute suddividere tra serie C2 (150), serie C-C1 (158), serie B (628, primatista assoluto) e serie A (46). Nel corso della sua carriera di tecnico, come ben sappiamo, il 71enne ha avuto modo di allenare anche il suo amato Picchio, entrando nei cuori dei tifosi bianconeri. Ciò è avvenuto in due circostanze. La prima immagine che resta impressa in maniera indelebile nella mente dei tifosi ascolani è legata a quel Del Duca sold out che nel duello andato in scena nell’ultima giornata contro la Triestina (29 maggio 2011), vide i bianconeri mantenere la categoria grazie al 3-0 finale (doppietta di Feczesin e gol di Moretti). La sua seconda avventura sotto le cento torri, invece, risale all’ultimo campionato disputato in cadetteria dal club di corso Vittorio. Chiamato a sostituire Viali nella stagione 2023-24, Castori venne ingiustamente sollevato dall’incarico dalla società allora guidata da Pulcinelli. E con la mossa adottata dai vertici dirigenziali svanirono le residue possibilità di salvezza. In quel momento a raccogliere il testimone fu Carrera che poi non riuscì ad evitare la retrocessione in C. Nei giorni scorsi Castori ha voluto raccontare qualche pillola legata alla sua importante storia. "Gli allenatori di riferimento alla mia età erano Zeman e Sacchi – ha dichiarato Castori a Panini Sport Italia -. Per me Arrigo era un maestro. Ho avuto la fortuna di conoscerlo quando allenavo il Cesena. Ci siamo frequentati e lui per me è stato assolutamente una guida. Si impara da quelli bravi. Se uno ha la pazienza e l’umiltà di ascoltare e chiedere, secondo me puoi solo crescere. Quindi mi rifacevo a questo 4-4-2 che era il modulo più in voga. Io ho sempre avuto questo modo di intendere. Come anzidetto sono un estimatore di Zeman e di tutti quegli allenatori che fanno lavorare molto le squadre. Io credo nel ritmo e nell’intensità che uno guadagna con il lavoro settimanale. In questo Zeman è stato sicuramente un precursore, ma anche Sacchi faceva lavorare le squadre. Questi sono modelli che ho cercato di imitare. Ho creduto in quello e l’ho fatto".

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