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Ascoli, c’è da sfatare il tabù playoff. Soltanto dolori, storia da cambiare

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Tifosi bianconeri a Campobasso (. Foto Vagnoni

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I playoff sono un tabù da sfatare. Conclusa la regular season, arrivando addirittura a giocarsi la promozione diretta con l’Arezzo fino all’ultimo, ora il tecnico Tomei e i suoi uomini si preparano ad affrontare la lotteria spareggi per provare a conquistare l’ultimo pass disponibile per salire in cadetteria. Storicamente però i playoff sono stati sempre particolarmente amari per l’Ascoli. Il cammino della squadra riprenderà il 17 maggio con l’ingresso del Picchio come testa di serie nel secondo turno della fase nazionale (i classici quarti di finale per intenderci). Il primo match sarà in trasferta per poi disputare il ritorno al Del Duca mercoledì 20. L’avversario sarà sorteggiato tra le squadre in grado di passare il turno precedente, escludendo le altre teste di serie Brescia, Catania e la squadra con la classifica avulsa migliore in regular season tra le qualificate. Attorno agli spareggi playoff ruotano gioie e soprattutto dolori che il sempre caldo popolo bianconero purtroppo è stato costretto a dovere vivere in più di cuna circostanza. Resta ancora ben impressa la delusione per la finale playoff persa a Foggia il 22 giugno 1996 al termine del campionato di serie C1 girone B. Con la vecchia formula prevista dal regolamento allora vigente, i bianconeri di mister Nicolini arrivarono quarti in classifica e disputarono le due semifinali di andata (1-0 al del Duca di Mirabelli su rigore) e ritorno (0-0) contro la Nocerina conquistando la qualificazione per la finale. Nell’ultimo appuntamento decisivo però il Picchio non andò oltre lo 0-0 contro il modesto Castel di Sangro che, dopo il sorprendente secondo posto nella regular season, conquistò la B ai calci di rigore (6-5). Nell’Ascoli a fallire dal dischetto furono proprio bomber Mirabelli e Milana.

Qualche anno dopo il Picchio ci riprovò nella stagione 1999-2000 con la squadra guidata dall’indimenticato Ferrari. Anche qui i suoi uomini superarono agevolmente la Viterbese (0-1 di Frati e 1-0 al Del Duca con Amore). Il grande dolore però arrivò nella maledetta finale di Perugia nel derby con l’Ancona. Nel secondo tempo supplementare dopo il vantaggio di Eddy Baggio, fu il biancorosso Ventura a siglare l’1-1 che regalò la B ai suoi in virtù della miglior classifica nella regular season. Un anno dopo i bianconeri ci riprovarono con la guida di mister Simonelli, ma di fronte ad un Messina primo in classifica per gran parte del cammino, l’Ascoli uscì in semifinale dopo l’1-0 dell’andata in casa e il 2-1 al Celeste. E anche qui la peggior classifica pesò. L’ultima partecipazione ai playoff di C infine fu quella contro la Reggiana nel torneo 2014-2015. Gli uomini di Petrone, al comando per gran parte del campionato, si arresero al primo turno agli emiliani per 4-2 al Del Duca, ma la B arrivò a tavolino in agosto per il noto caso Teramo.

Massimiliano Mariotti

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