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Caro-energia, corsa agli ’specchi’: "I pannelli solari salva-impresa". E alla guida del trattore c’è l’IA

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Luca Pozzati, titolare dell’azienda metalmeccanica e agromeccanica Cavallaretti, con i suoi 50 dipendenti

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E’ notte, nel silenzio il tum, tum, tum di un trattore. E là in fondo al campo le luci, sembra un po’ un’astronave che si muove tra i filari. Su quel trattore non c’è nessuno, 24 ore su 24. Lo guida il satellite, al volante della macchina che toglie le erbacce c’è invece l’intelligenza artificiale. Che distingue i buoni dai cattivi, i germogli di bietole dalla gramigna, dalla zizzania. E per quest’ultima è la fine. Via, estirpata.

Non è fantascienza, è il frutto del lavoro, sacrifici, voglia di anticipare i tempi di Luca Pozzati, titolare dell’azienda metalmeccanica e agromeccanica Cavallaretti (Cna). "Una piccola Berco", la chiama, 50 dipendenti, una famiglia che si è convertita all’energia pulita quando in pochi sapevano bene cos’era. "Abbiamo cominciato nel periodo del Covid, il 50% dell’energia che serve alla nostra fabbrica, che di energia ne mangia tanta, viene dai pannelli solari. Sono sui tetti dei capannoni, ovunque possiamo collocarli. Abbiamo già predisposto un nuovo spazio, sarà una distesa di specchi. Grazie ai pannelli ci siamo salvati, abbiamo resistito alla grande crisi del caro energia, resistiamo adesso con questi aumenti che fanno venire i brividi". L’azienda si trova a Brazzolo (Copparo). Sono stati i pionieri dell’ecosostenibile. Ma sotto i colpi degli aumenti tante sono le imprese che corrono ai ripari, pannelli ultima spiaggia per resistere ai riflessi delle guerre, alla chiusura del canale di Hormuz, il gasolio a peso d’oro, carburante che trascina nella sua corsa al rialzo l’elettricità e il cibo che mettiamo nel carrello e in tavola. Quella macchina che separa "buoni e cattivi" è stata spedita in Germania. Ma è solo una tappa della corsa all’alta tecnologia. "Il prossimo anno faremo anche un trattorino – riprende Luca Pozzati – un trattorino che si sposterà da solo, senza nessuno a bordo, grazie alla guida dell’Intelligenza artificiale". Cavallaretti produce macchine agricole, piattaforme aeree, il laser lo scalpello dal quale nascono forme. Laser che divora luce. Da Copparo prendono il largo – le loro creazioni – per tutta l’Europa, per Brasile, Canada e America. Un’espansione continua, dovuta magari a quelle scelte lungimiranti che hanno impedito l’impresa finisse nel tritacarne degli aumenti a sorpresa, continui delle materie prime. Pannelli solari su tetti e terreno. Un rapido calcolo. "Parlo solo del primo anno, nel periodo del Covid. Grazie alla prima distesa di pannelli in dodici mesi siamo riusciti a risparmiare 100mila euro. E adesso i nostri specchi sono di più, molti di più. Produciamo il triplo di energia rispetto al passato. Energia che non mettiamo nella rete, la usiamo direttamente per la nostra impresa. In questi giorni l’energia ha subito un aumento oscillante tra il 25 e il 30% per cento. Ma noi riusciamo a rispondere a questi sbalzi, in questo caso dovuti alla guerra con l’Iran. Ma non solo. Ormai da anni ci sono crisi, conflitti, devi essere preparato. Altrimenti... ". E loro a fare sacrifici e guardare avanti sono preparati. Un salto nel passato. E’ il 1994, nel cuore della campagna, pianura sterminata, prende vita una piccola officina. Intorno a loro filari e trattori, macchine per sarchiare e eliminare l’erba. E loro guardano a quell’orizzonte.

"Da allora abbiamo seguito – spiega Luca Pozzati – un percorso di crescita continuo, affermandoci nel settore della carpenteria metallica e nelle costruzioni meccaniche. Siamo un’azienda a conduzione familiare, cresciuta insieme a chi ci lavora e ci ha scelto negli anni. Con il tempo abbiamo deciso di abbandonare le lavorazioni meno sostenibili, puntando su tecnologie innovative, lavorazioni ad alto valore aggiunto e una struttura produttiva sempre più integrata. Ogni nuova sfida è per noi una tappa di un percorso che guarda lontano, senza dimenticare da dove siamo partiti". Il prossimo anno, un altro traguardo. Il trattore si muove, piano piano lungo i filari. E’ notte, la cabina è illuminata. Ma dentro non c’è nessuno.

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© il Resto del Carlino