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Allagamento del Mezzano: "Dieci ettari sott’acqua, fermeremo il cuneo salino"

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13.03.2026

Comacchio, ornitologo spiega i dettagli del progetto del Parco del Delta "Nell’area lo studio e protezione dell’anguilla, per salvarla dall’estinzione".

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Dieci ettari di terreno nelle valli, un investimento di 400mila euro per acquìstarli. Quegli ettari, questo l’obiettivo, dovrebbero essere allagati per dare vita ad un progetto di ripristino o rinaturalizzazione. E’ questo il cuore del piano per allagare una parte delle valli del Mezzano, progetto portato avanti dal parco del Delta del Po. Roberto Tinarelli, naturalista, ornitologo, appassionato di fauna selvatica sin dall’infanzia, ha organizzato dal 1985 in Italia e in altri Paesi europei e africani attività di ricerca per organizzazioni governative, non governative e privati. Dal 1994 si è occupato dell’applicazione di misure agroambientali, di ripristino, gestione e conservazione di zone umide e della rete Natura 2000. E’ uno dei protagonisti del piano per allagare quei dieci ettari.

Tanti anni fa le valli del Mezzano sono state strappate all’acqua, al mare. Cosa volete fare?

"Tra gli obiettivi quello di creare di nuovo una zona umida, dove potrebbero trovare rifugio cavalieri d’Italia, avocette e volpoche. Ma non ci sarà solo un aspetto legato alla fauna"

Qual è l’altro obiettivo?

"Vogliamo creare un ambiente che contibuisca a fermare il grave fenomeno del cuneo salino, quella zona allagata di nuovo potrebbe diventare una barriera all’ingressione. Del resto basta guardare quello che già succede"

"In alcune zone il cuneo salino è arrivato da tempo, zone che dal punto di vista agricolo hanno un bassissimo rendimento e che in un futuro prossimo diventeranno non più produttive. Ci sono aree con una forte presenza di salicornia, specie alloctona che cresce dove c’è concentrazione di sale"

Insomma il vostro progetto vuole giocare d’anticipo, evitare che succeda il peggio

"Dobbiamo renderci conto che il livello del mare, l’acqua sta salendo. E prima o poi dovremmo fare i conti con l’avanzare del mare, sarà il mare a riprendersi le valli"

Una parte del progetto punta anche alla sangavuardia dell’anguilla

"Sì, una specie in via d’estinzione. Vogliamo creare in quei dieci ettari una nuova zona di allevamento e studio dell’anguilla. Una tutela in più".

Il Consorzio di bonifica pianura di Ferrara ha detto ’no grazie’

"Contiamo di avvicinare le due posizioni e di andare avanti con il progetto".

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© il Resto del Carlino