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Dopo la fine della relazione. Gps sotto l’auto per seguirla: "Mi sentivo controllata"

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21.02.2026

Stanno insieme per cinque anni poi lei decide di lasciarlo e per farlo glielo dice scrivendogli un messaggio su whatsapp. Un colpo al cuore per un 27enne, jesino, che avrebbe superato il limite del dolore attuando una condotta persecutoria contro la ex tanto da tempestarla di messaggi e chiamate e arrivando anche a controllarla legandole un cellulare con tanto di gps per sapere sempre dove trovarla. Quando la ragazza, 21 anni, di Morro d’Alba, ha visto il telefonino con cui la seguiva si è spaventata e lo ha denunciato ai carabinieri. Il 27enne è finito a processo per stalking davanti alla giudice Martina Marinangeli. E’ difeso dall’avvocato Paolo Cognini.

Ieri mattina è stata ascoltata in aula la vittima delle condotte che non si è costituita parte civile. La giovane ha raccontato dei messaggi ricevuti, una trentina in tutto tra ottobre del 2024, quando ha interrotto la relazione via whatsapp, e febbraio del 2025 quando poi lo ha denunciato. "Avevo scelto quella soluzione – ha detto la 21enne – perché litigavamo e non sapevo come poteva prenderla. Avevo capito che ci stava male. Dopo mi cercava di continuo per tornare insieme. Non l’ho mai bloccato, non sono una persona cattiva. Il telefono sotto la mia auto l’ho trovato perché mi ero accorta che riusciva sempre a trovarmi, veniva in posti dove non era mai stato".

La ex aveva accesso ai social e all’account telefonico dell’imputato perché lui, quando stavano insieme, le aveva dato le password poi mai cambiate. "Ho visto che faceva ricerche sui gps – ha continuato la ragazza in aula – mi è venuto il dubbio che lo avessi in auto così l’ho fatta vedere da un meccanico". Un cellulare, legato con del nastro, era stato posizionato sotto il suo veicolo. La scheda interna era a nome dell’imputato. A dicembre del 2024 il 27enne, che rigetta le accuse, l’avrebbe raggiunta al Paradise di Monsano, le voleva dare il regalo di compleanno ma la ragazza lo aveva respinto dicendogli di lasciare il pacchetto davanti casa.

"Ogni volta che uscivo mi sentivo controllata – ha aggiunto la vittima – continua a scrivermi anche adesso, lo ha fatto per sapere se venivo in tribunale". Prossima udienza il 5 giugno.


© il Resto del Carlino