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Monghidoro finisce a nord di Bologna, ma la canzone di Gianni Morandi conquista già il paese. La sindaca: “Perdono l’errore di geografia”

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31.03.2026

Gianni Morandi e la cartina che mostra la posizione di Monghidoro rispetto a Bologna

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Monghidoro, 31 marzo 2026 – “Caro Gianni Morandi, scusiamo certamente te e Jovanotti per aver messo Monghidoro a nord di Bologna e vi ringraziamo davvero per questa meravigliosa canzone che porterà il nome del nostro bellissimo Comune nel tuo nuovo tour e rimarrà nel repertorio delle tue canzoni che hanno fatto la storia della musica italiana”.

Nel post della sindaca Barbara Panzacchi traspare tutto l’entusiasmo della comunità appenninica, consapevole che il suo nome si prepara a fare letteralmente il ‘giro del mondo’. Al di là della sua collocazione geografica…

Forse più per una rima cercata nella canzone scritta da Lorenzo Cherubini (tra nord e amarcord) che per un errore di geografia, il bellissimo borgo dell’Appennino è infatti finito a nord di Bologna piuttosto che a sud dove effettivamente si trova. 

"Me ne sono accorto anche io – ha ammesso lo stesso Jovanotti – ma, ormai, non volevo rovinare la rima”.

"Una sorpresa certamente inaspettata, un regalo per il quale la tua comunità ti è davvero grata – ci tiene a ribadire la sindaca Panzacchi che sul suo profilo Facebook ha postato anche la pagina del Carlino in cui si raccontava della serata speciale in diretta tv a Che tempo che fa –. Appena l’ho ascoltata, ho avuto un tuffo al cuore”. 

Insomma, Monghidoro ‘sempre più in alto’. E non è solamente questione di altitudine. Il borgo si trova infatti a  841 metri sul livello del mare, mentre la cima dell'Alpe, nella parte sud (tanto per non bisticciare con i punti cardinali), raggiunge quota 1.229.

Una piccola comunità, crocevia d’Europa

Per la sua posizione geografica Monghidoro, che lo scrittore Giordano Berti ha definito "Crocevia dell'Europa", nel corso dei secoli è stato un luogo di passaggio obbligatorio tra la Pianura padana e l'Italia centrale.

Ostrogoti, Bizantini e Longobardi perpetrarono diverse scorrerie nel territorio, quando, circa nell'VIII secolo, uno stanziamento dei Goti divenne duraturo, al punto da far chiamare il territorio con il toponimo latino Mons Gothorum (Monte dei Goti) da cui derivò, secondo una ipotesi avanzata dall’Olivieri, Monghidoro.

Agli inizi del XIII secolo fu istituito un importante mercato in località La Fratta, a sud dell'abitato di Loiano, iniziando a creare alcune correnti di traffico alternative alla via più antica che collegava Bologna e Firenze.

La via partiva dalla zona dell'attuale porta Santo Stefano e si accostava alla riva sinistra del fiume Savena fino a Pianoro Vecchio, per poi inerpicarsi verso Brento, Monzuno, Cedrecchia, il monte Bastione e il passo della Futa.

Il toponimo di Scaricalasino risale al momento in cui i bolognesi decisero, nel 1264, di costruire un presidio di confine fra il loro territorio e quello fiorentino. Questo nome deriva dal fatto che il luogo era una stazione doganale dove gli animali da soma erano temporaneamente scaricati dal peso delle merci trasportate, onde poter eseguire i controlli di frontiera. 

Nell’ottobre del 1944, dopo essere stato liberato dalla truppe americane, il paese venne annesso simbolicamente alla città di Los Angeles.

L’amore di Gianni Morandi per il suo paese d’origine

Poche settimane dopo la liberazione, correva l'11 dicembre del 1944, nacque Gianni Morandi. Dovette faticare nonno Toni a rintracciare Adele, la levatrice del paese, perché aiutasse sua figlia, Clara Lorenzi, a mettere al mondo il suo primogenito, Gianluigi. Il suo papà, Renato, lo incontrerà solo quattro mesi dopo, al ritorno dal fronte albanese.

Renato  insegnò presto a suo figlio a lavorare, già all'età di sette anni, dopo i compiti scolastici. Gianni dava il suo contributo al bilancio familiare, prima lucidando, poi riparando le scarpe e un paio di giorni a settimana vendendo brustolini e caramelle nell'unico cinema del paese, l'Aurora.

Poi l’adolescenza, l’amore per la musica e la grandiosa carriera nel mondo dello spettacolo senza però dimenticare mai Monghidoro, dove sono le sue radici.

La gioia dei cittadini: “Uno di noi”

"Gianni è uno di noi”. Questo il leitmotiv in paese poche ore dopo l’annuncio in tv della nuova canzone. A ribadirlo nei bar e nei negozi di vicinato sono i tanti cittadini che hanno avuto modo, nel corso degli anni, si apprezzare la semplicità del cantautore.

"E’ sicuramente trai grandi della musica italiana – ci tengono a sottolineare all’unisono  –. Ma, nonostante la fantastica carriera, non hai mai perso di vista i veri valori della vita, tra cui l’amore per le proprie origini”. 

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