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Doppio omaggio a Mascagni al Comunale Nouveau: il dietro le quinte e il dialogo con i musicisti

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Emma Dante firma la regia dell’opera di Pietro Mascagni

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Bologna, 24 marzo 2026 – Al Teatro Comunale va in scena un dittico che rende omaggio a Pietro Mascagni, accostando due opere lontane per natura ma unite da una stessa intensità emotiva: la celebre ’Cavalleria rusticana’ e la meno conosciuta ’Rapsodia satanica’. Ad aprire la serata è proprio il film del 1917 diretto da Nino Oxilia e interpretato da Lyda Borelli. Definito ’poema cinematografico’, il film attraversa suggestioni liberty e richiami dannunziani, rielaborando il mito faustiano al femminile: la contessa Alba d’Oltrevita sacrifica l’anima per riottenere la giovinezza, ma cede all’amore e si condanna a un destino tragico. A rendere unica questa proposta è l’esecuzione dal vivo della partitura di Mascagni, che torna a dialogare con le immagini grazie al restauro della Cineteca.

Ed è proprio nel backstage del Nouveau, dialogando con i musicisti, che si coglie lo spessore del doppio omaggio. "Il maestro impiega dal 1914 al 1917 per pensare questa partitura, con un grande impegno anche per la sincronizzazione tra il video e la musica, che è stato un suo cruccio", spiega il direttore d’orchestra Carmine Pinto. "Ma anche oggi noi abbiamo questo tipo di problema. Infatti il direttore d’orchestra è sulla soglia del tempo, tra quelle che sono le indicazioni musicali lasciate dal maestro Mascagni e quella che è la necessità del video: deve conciliare questi due elementi per poter mandarli insieme".

Dopo il cinema, il teatro. ’Cavalleria rusticana’ riporta il pubblico dentro uno dei titoli più iconici del repertorio operistico italiano, riletto dalla regista Emma Dante. La sua visione affonda nella Sicilia delle radici, mettendo in scena il contrasto tra ritualità collettiva e lacerazione privata. "Questa mamma Lucia è molto commovente, piace al pubblico perché è una donnina che ama e il pubblico lo sente", racconta Elena Zilio. Di tutt’altra natura è Turiddu, descritto da Roberto Aronica come un personaggio viscerale e contraddittorio: "Il Turiddu di Dante è siciliano doc, perché essendo siciliana lei ha disegnato un personaggio smargiasso, sbruffone, anche cattivo. È giovane, innamorato della vita, innamorato di questa Lola: traspare un giovane siciliano baldanzoso". Potete vedere il video del backstage inquadrando il Qr code.

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© il Resto del Carlino