Sventola ancora Bandiera gialla: Galvanina vuole tornare in pista. “Il parco rivivrà con grandi eventi e concerti”
Gianluca Privitera, ceo di Galvanina (nel riquadro) e il parco ai tempi del Bandiera gialla (foto di 'Rimini sparita’)
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Rimini, 10 aprile 2026 – Che notti, quelle notti a Covignano. Dalla grande balera creata da Raul Casadei negli anni ’70 alle magiche serate del Bandiera gialla di Bibi Ballandi. E poi ancora il ritorno di Casadei per la (breve) avventura di Rimini Rimini Rimini all’inizio degli anni Duemila, con i concerti di Gloria Gaynor, Goran Bregovic, Al Bano, Gino Paoli e tanti altri.
A distanza di oltre 20 anni Galvanina è intenzionata a riaprire al pubblico il grande parco che circonda la fonte e lo stabilimento di acqua minerale sul colle di Covignano. Perché “il parco Galvanina – spiega Gianluca Privitera, ceo del gruppo – ha un valore storico e simbolico che va ben oltre i confini dell’azienda. Fa parte della memoria collettiva di Rimini e noi questo lo sentiamo molto. Per questo l’idea di restituire il parco alla comunità, in forme compatibili e sostenibili, è un tema che guardiamo con grande attenzione”.
State già valutando di organizzare manifestazioni e concerti?
“Sì, la riflessione è in corso. Non ci interessano le iniziative estemporanee o le operazioni di facciata. Per far rivivere il parco è necessaria una visione precisa, coerente con la sua storia, con il rispetto del contesto e con un progetto di qualità. Per noi il punto non è ospitare un singolo evento, ma creare nel tempo un valore vero, stabile e riconoscibile per il territorio”.
Avete ricevuto anche proposte di terzi per eventi nel parco?
“L’interesse non si è mai spento, e questo è già un segnale importante. Proposte e manifestazioni di interesse ci sono state e continuano a esserci, perché il parco è rimasto nell’immaginario dei riminesi. Il tema non è inseguire la singola occasione, ma capire se ci sono le le condizioni per fare qualcosa di credibile e rispettoso del luogo”.
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C’è un dialogo aperto con il Comune sull’utilizzo del parco?
“C’è un dialogo informale, ed è naturale visto che stiamo parlando di uno spazio che ha un significato tanto speciale per Rimini. E c’è l’ interesse condiviso a ragionare per il futuro di quell’area. Ma la strada è ancora lunga e richiederà pazienza, chiarezza e responsabilità da parte di tutti”.
Aspettando la riapertura del parco, il gruppo Galvanina continua a svilupparsi e a crescere.
“Abbiamo accelerato il percorso di crescita internazionale. Oggi il gruppo Galvanina gestisce tre impianti tra Emilia-Romagna e Marche, è presente in oltre 50 Paesi e nel 2025 ha prodotto circa 220 milioni di bottiglie. L’anno scorso il fatturato ha sfiorato i 100 milioni di euro. Quando Riverside ha acquisito l’azienda nel 2019, Galvanina fatturava circa 60,5 milioni. Abbiamo rafforzato la nostra presenza soprattutto in Nord America e in Asia. E abbiamo continuato a investire, sull’attività e sulla sostenibilità. Oggi gli stabilimenti usano quasi solo energia da fonti rinnovabili”.
Quanto pesano oggi le guerre e la crisi energetica?
“È un momento difficile per l’economia mondiale. Galvanina sta vivendo una fase di evoluzione importante. Siamo un’azienda con radici profonde, con una storia che appartiene a questo territorio, ma allo stesso tempo sempre più proiettata verso una dimensione internazionale. Negli ultimi anni abbiamo affrontato passaggi complessi in un contesto segnato prima dalla pandemia, poi da inflazione, dazi, i conflitti in Ucraina e Medio Oriente e, in generale, la forte volatilità dei mercati. Questo scenario di instabilità genererà importanti extracosti, che il nostro gruppo dovrà assorbire con grandi sacrifici. Ma noi non arretriamo”.
Continuerete a investire?
“Assolutemo. Lo facciamo consapevoli che oggi servano ancora di più senso di equilibrio e responsabilità in tutte le scelte economiche e capacità di esecuzione. Il nostro obiettivo è consolidare il percorso dell’azienda con maggiore struttura e visione industriale, affrontando con un sano realismo una fase complessa e delicata per tutti”.
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