Prende a mazzate un ragazzino di 14 anni: grazie alla mediazione dei preti vittima e aggressore fanno pace
Rimini, 21 febbraio 2026 – È stato un vero e proprio agguato. Quel giorno l’ha aspettato alla fermata del bus e quando lui è sceso l’ha colpito al volto con una mazza di ferro. Vittima della brutale aggressione un 14enne, finito al pronto soccorso con ferite profonde alla testa. L’episodio è avvenuto in pieno centro a Santarcangelo, davanti al municipio. L’aggressore, un 18enne, è stato denunciato ai carabinieri per lesioni.
Ma grazie all’intervento della parrocchia di Santarcangelo la storia potrebbe avere un lieto fine. Il 18enne, grazie all’opera di mediazione e riconciliazione svolta da don Alessandro Zavattin e don Davide Arcangeli, ha chiesto perdono per il suo folle gesto e si è impegnato a fare attività contro il bullismo assieme al ragazzo aggredito.
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La violenza aggressione per vedetta
L’aggressione si è consumata il 10 febbraio. Pochi giorni prima, il 14enne aveva rimproverato un ragazzino più piccolo di lui (frequenta la scuola media) e alcuni suoi amici, perché tiravano petardi e sporcavano la pista da skateboard al parco ‘Francolini’ di Santarcangelo. Il ragazzino a casa si era sfogato con il fratello maggiore di 18 anni, dicendo di essere stato bullizzato al parco.
A quel punto il 18enne ha scritto vari messaggi al 14enne (si conoscono di vista) chiedendo un incontro di sera. Il minorenne, immaginando le reali intenzioni, ha rifiutato. Il 10 febbraio il 18enne si è presentato con una mazza di ferro alla fermata del bus e ha aggredito il 14enne, colpendolo alla testa più di una volta. Il ragazzo è caduto a terra con la testa sanguinante e urlando di dolore. Alcuni passanti hanno visto tutto ma non l’hanno soccorso. Il 14enne ha chiesto aiuto ai titolari di un kebab lì vicino. Da lì ha chiamato la famiglia ed è stato trasferito al pronto soccorso. Per fortuna non ha riportato gravi ferite: se l’è cavata con 7 giorni di prognosi.
I preti in campo: incontro tra le famiglie
Pochi giorni dopo, durante il giro per le benedizioni di Pasqua, don Zavattin ha bussato (senza sapere nulla del fatto) anche alla casa del 14enne e la madre gli ha raccontato tutto. «Di fronte a un gesto così grave – spiega il sacerdote – abbiamo deciso che bisogna intervenire, andare a fondo. Affinché certi episodi non si ripetessero più». Don Zavattin e don Arcangeli ne hanno subito parlato con il sindaco Filippo Sacchetti e i carabinieri, poi hanno organizzato un incontro tra le famiglie di aggredito e aggressore «per cercare una riconciliazione», proposta dalla madre del 18enne. Durante il faccia a faccia, avvenuto l’altra sere, il 18enne è scoppiato in lacrime, chiedendo scusa per quello che ha fatto.
Cosa ha detto l’aggressore tra le lacrime
«Quel giorno non ero in me – ha raccontato – Ho ripensato a tutte le volte che ero stato bullizzato da piccolo, non volevo che accadesse la stessa cosa a mio fratello». Il quale, si è scoperto, era stato solo rimproverato dal 14enne, che non l’aveva né offeso né bullizzato. I due ragazzi si sono stretti la mano e hanno deciso di scrivere insieme una canzone contro il bullismo. «Naturalmente ora la giustizia farà il suo corso. L’incontro tra i ragazzi e le loro famiglie non cancellerà la denuncia – conclude don Zavattin – Ma la repressione, da sola, non avrebbe aiutato nessuno».
