Servizio civile agricolo. Giovani volontari crescono, tra galline ed erbe aromatiche
Per invertire la tendenza italiana che vede pochi imprenditori under 40 e ancora troppi lavoratori over 65, il Consorzio solidarietà sociale . Forlì-Cesena è tra i primi a sperimentare un interessante percorso .
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Oltre il 30% degli agricoltori ha più di 65 anni e la percentuale di aziende agricole guidate da under 40 non supera il 12%. Basterebbero questi pochi numeri a diagnosticare lo stato di salute del settore in Italia, che si trova ad affrontare oggi una transizione al contempo demografica, digitale ed ecologica. Proprio dall’analisi di tali criticità ha origine il progetto di servizio civile agricolo, recentemente riformulato e promosso dal ministero dell’Agricoltura in partnership con Inac (Istituto nazionale assistenza cittadini), Cia-Agricoltori italiani e Agea-Agenzia per le erogazioni in agricoltura.
Tra i primi enti italiani a sperimentare il nuovo percorso (che dura 12 mesi e si configura come attività di volontariato retribuito) c’è il Consorzio solidarietà sociale Forlì-Cesena, che ha inserito due giovani – Alessia Massimino e Giacomo Oriani – nel progetto ’Radici di inclusione’, avviato a dicembre. Oriani, classe 2001, svolge la sua attività alla cooperativa forlivese CavaRei, dove si dedica, in particolare, al progetto ‘Insolite essenze’, che prevede la lavorazione della lavanda e delle erbe aromatiche, coltivate nel terreno biologico di San Leonardo in Schiova, per ricavarne essenze, tisane e altri prodotti disponibili al CavaRei shop. La cooperativa coinvolge nel progetto persone con disabilità medio-lieve, che si dedicano alla lavorazione dei fiori di lavanda. "Ho un diploma in Scienze umane e, fin da bambino, ho sempre fatto volontariato a contatto con persone disabili – racconta Oriani –. È un’attività che fa bene innanzitutto a me stesso, oltre che agli altri. Non solo: a casa curo un piccolo orto con l’aiuto dei miei familiari. Ero già interessato al servizio civile e, quando ho saputo di questa opportunità, ho pensato che fosse perfetta per coniugare entrambe le passioni". Alla domanda se, un giorno, questo potrebbe trasformarsi in un lavoro, Oriani risponde senza esitazioni che "sì, sarebbe bello proseguire su questa strada".
Alessia Massimino (nella foto grande) ha 24 anni ed è originaria di Agrigento, ma risiede a Forlì da qualche anno, assieme alla famiglia. Svolge l’attività alla Fondazione Opera Don Pippo ed è impegnata, in particolare, nel "pollaio sociale" (che ospita circa 50 galline) all’interno del centro diurno. "Io e gli ospiti del centro (persone con disabilità fisiche e psichiche) abbiamo creato una ruotine giornaliera: al mattino, dopo la merenda, raccogliamo le uova appena covate e prepariamo i pacchetti di uova da distribuire a coloro che hanno aderito al nostro progetto ’Adotta una gallina’ – spiega la giovane –. Sono gli stessi ospiti del centro a distribuirle porta a porta".
Oltre al pollaio, il centro ospita un orto articolato in vari appezzamenti, anch’essi "adottati" dalla cittadinanza forlivese. "Nell’orto coltiviamo diverse verdure a seconda della stagionalità – prosegue Massimino –. Una parte del raccolto alimenta le cucine del centro. Ora stiamo lavorando a un progetto di fattoria didattica nel quale coinvolgeremo anche i bambini". Anche Massimino ha una formazione da educatrice – è abilitata all’insegnamento di sostegno – e vorrebbe, in futuro, dedicarsi a progetti di "educazione in natura", conciliando le proprie competenze con quelle acquisite grazie al servizio civile agricolo. "Lungi dall’idea di essere un ‘tappabuchi’, il servizio civile agricolo può funzionare davvero come un investimento sul futuro – conclude la responsabile dei progetti, Antonella Alberti – nonché come esperienza umana e relazionale che merita di essere vissuta".
Maddalena De Franchis
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