“Quattro biglietti aerei, oltre 3.500 euro, assistenza clienti con un chatbot. E aspetto ancora i rimborsi del viaggio alle Maldive”
Andrea Chelli turista riminese bloccato alle Maldive
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Rimini, 21 marzo 2026 – Tra qualche anno, probabilmente, il fotografo riminese Andrea Chelli ricorderà il suo quarantesimo compleanno come quello in cui una guerra, scatenatasi all’improvviso, è piombata anche sulle esistenze di chi, in quel momento, era dall’altra parte del mondo a godersi una vacanza attesa da mesi o forse da anni, scompaginandone i piani. Già, perché Andrea Chelli è stato uno dei tanti nostri connazionali che, all’indomani dei primi raid di Usa e Israele contro l’Iran, si sono visti annullare il volo di rientro dalle Maldive, a causa della chiusura temporanea dello spazio aereo intorno all’aeroporto di Dubai, colpito da droni iraniani.
Dopo alcuni giorni trascorsi in un limbo di ansia, attesa e preoccupazione, Chelli è riuscito a rientrare, ma il disappunto “per essere stato lasciato solo, in balia degli eventi e senza alcuna idea di ciò che stesse accadendo” – dice lui stesso – brucia ancora. Il riferimento è, in particolare, a una nota agenzia viaggi online specializzata in vacanze organizzate “last minute”, all’ultimo minuto.
Il racconto di Chelli, il viaggio per festeggiare il compleanno e l’odissea voli
“Siamo partiti il 25 febbraio da Rimini e saremmo dovuti rientrare da Malè il 6 marzo – esordisce Chelli, che era in viaggio con amici per festeggiare, appunto, il traguardo dei 40 anni – Avevamo prenotato il pacchetto “volo + hotel””. Il volo di rientro, previsto appunto il 6 marzo con scalo a Dubai (compagnia aerea Etihad), viene annullato solo poche ore prima, ma – ammette lui - “in parte ce lo aspettavamo, avendo appreso dell’inizio delle ostilità e del conseguente caos nei cieli. Ci eravamo già attivati per trovare un altro hotel nei dintorni, dal momento che quello in cui soggiornavamo, dopo averci garantito che avrebbe continuato a ospitarci, all’improvviso ci ha comunicato che non aveva più posto”.
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Il fotografo si sposta, dunque, nella capitale Malè, "che in quei giorni era totalmente intasata e piena di altri italiani rimasti bloccati, esattamente come noi”. Dopo una notte in un vero e proprio “hotel da incubo” - “una struttura in costruzione – dice – con una sola camera in funzione e priva di chiusura ermetica” - Chelli si reca in aeroporto e si ritrova in compagnia di centinaia di connazionali alla ricerca disperata di un volo.
Il servizio clienti dell’agenzia viaggi online? “È un chatbot”
Fin dalle prime ore dell’emergenza, il fotografo cerca di contattare il servizio clienti della piattaforma, ma – dichiara – “l’unico servizio messo a disposizione era una chat automatica, gestita con intelligenza artificiale (i cosiddetti chatbot, ndr). Si sono limitati a darci rassicurazioni generiche, ribadendo che si stavano adoperando per risolvere la situazione, ma non ci hanno mai fornito alcuna indicazione concreta su cosa fare o su come comportarci".
Come comportarsi, Chelli e i compagni di viaggio lo scoprono in aeroporto, grazie alle indicazioni degli altri italiani che stanno vivendo la stessa spiacevole avventura. "Abbiamo saputo che dovevamo registrarci al Consolato italiano alle Maldive tramite un link che ci hanno girato – prosegue – poi, mentre eravamo in attesa di risposte, la console italiana è arrivata in aeroporto. Siamo riusciti a parlarci dopo diversi tentativi e l’unica risposta che abbiamo ricevuto è che si doveva dare la precedenza, sul volo di rientro, a chi era bloccato da prima di noi e a chi fosse affetto da patologie o disabilità. Ho provato a spiegare che, di lì a qualche giorno, anch’io avrei avuto una visita specialistica prevista da mesi per un follow-up oncologico, uno di quegli appuntamenti che vengono fissati molti mesi o addirittura più di un anno prima, ma la mia richiesta non è stata considerata prioritaria”.
I voli prenotati e cancellati: quanto ha speso Chelli (che ancora attende il rimborso)
Comincia, così, un limbo che durerà tre giorni - da domenica 8 a martedì 11 marzo – durante i quali, alla confusione e all’incertezza, si aggiungerà anche una buona dose di disinformazione. Chelli dichiara, infatti, di aver ricevuto sul proprio telefono non ben precisati link che invitavano alla prenotazione di voli che non sono, in effetti, mai partiti. “Domenica 8 marzo ho pagato 1.000 euro per un volo charter con una compagnia denominata ‘Voyages Maldives’, ma non sono riuscito a partire. – spiega – Il giorno successivo ho versato 850 euro per un volo con la compagnia Emirates, anche questo cancellato. Martedì ho pagato 1.650 euro per il volo con cui, finalmente, ho fatto ritorno a casa (tra l’altro, il volo era con destinazione Milano e noi siamo partiti da Roma, dunque avevamo l’auto nella Capitale, ma è stato l’ultimo dei problemi). Per i voli cancellati ho chiesto il rimborso ma, a oggi, non ho ricevuto alcuna risposta”.
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La Farnesina: così abbiamo aiutato i turisti bloccati
Durante l’intervista, Chelli dichiara di aver indirizzato diverse mail alla Farnesina per manifestare il proprio disagio e di non aver mai ricevuto riscontro. Abbiamo dunque contattato il portavoce del ministro degli Esteri Antonio Tajani, Vincenzo Nigro, il quale ha ribadito che tutte le comunicazioni inviate dai nostri connazionali nei giorni dell’emergenza sono al vaglio della Farnesina. “Ovviamente – precisa Nigro – la priorità, per le richieste di soccorso come per quelle di rimpatrio, viene attribuita ai connazionali che si trovano in zone di guerra, o interessate direttamente da uno dei conflitti in corso. Ciononostante, l’agente console onoraria italiana a Malè, Giorgia Marazzi, ha svolto e continua a svolgere un lavoro eccezionale, di supporto e assistenza a tutte le persone rimaste bloccate, fin dalle prime ore dell’emergenza”.
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Nigro invita, infine, coloro che stiano pianificando un viaggio che possa essere interessato da eventuali chiusure dello spazio aereo (al momento non prevedibili) a monitorare il sito “Viaggiare sicuri”, che è aggiornato costantemente con informazioni verificate e contiene anche una sezione “Focus Golfo”. “Ora più che mai, il consiglio – conclude Nigro – è tenersi in stretto contatto con le linee aeree e gli operatori turistici, assicurandosi preventivamente che siano in grado di garantire adeguata assistenza e riprotezione in caso di disagi. Per una tutela maggiore, sarebbe opportuno anche attivare appositi pacchetti assicurativi”.
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