Sequestro di beni per 1 milione di euro a imprenditrice tessile. “Società apri e chiudi per non pagare le tasse”
La finanza ha sequestrato beni per 1 milione di euro a un'imprenditrice del tessile di origine cinese accusata di frode fiscale e riciclaggio
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Ravenna, 2 marzo 2026 – Tra beni materiali, conti correnti aziendali e dei crediti presso terzi, nonché un appartamento e diverse autovetture intestate a una imprenditrice di origine cinese, si stima che ammonti a poco meno di un milione di euro il valore complessivo dei sequestri effettuati dai finanzieri della finanza di Lugo, nell’ambito di un’operazione finalizzata al contrasto del cosiddetto fenomeno delle imprese ‘apri e chiudi’.
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Come è stata scoperta l’imprenditrice
L’operazione è giunta a conclusione di indagini relative a una serie di attività economiche operanti nel settore del confezionamento di prodotti tessili per conto terzi, riconducibili ad un’imprenditrice di origine cinese, dando esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso, su richiesta della Procura della Repubblica di Ravenna, dal locale Tribunale. L’indagine è nata dall’approfondimento delle risultanze di un controllo fiscale eseguito nei confronti di una ditta individuale già intestata all’indagata, nel cui ambito era stata scoperta anche una decina di lavoratori completamente ‘in nero’, quasi tutti clandestini.
“Cinque aziende aperte e chiuse per evadere le tasse”
Attraverso l’analisi delle banche dati e l’acquisizione di testimonianze è emerso che, in quegli stessi opifici, nel periodo 2018-2025, si erano avvicendate ben cinque ditte individuali, operanti tutte nel settore della manifattura tessile, che avevano maturato ingenti debiti tributari. Aziende che erano state continuativamente aperte e chiuse e intestate, di volta in volta, a connazionali prestanome (tra i quali ex dipendenti), pur rimanendo gestite di fatto dall’indagata.
Indagata anche per autoriciclaggio
A rivelarsi determinanti sono stati gli accertamenti patrimoniali e le indagini finanziarie poste in essere dalle Fiamme gialle, che hanno permesso di rilevare come i capitali sottratti all’Erario fossero stati, altresì, reimpiegati sistematicamente per la prosecuzione delle imprese, garantendo così un autofinanziamento a ‘costo zero’ e integrando, in tal modo, anche il reato di autoriciclaggio.
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Cosa le è stato sequestrato
Alla luce di questo scenario sono stati pertanto sottoposti a sequestro l’azienda da ultimo avviata, comprensiva di beni materiali, conti correnti aziendali e dei crediti presso terzi, oltre come detto ad un appartamento, nonché ad autovetture intestate alla donna.
Quella messa in campo dalla Guardia di Finanza testimonia, ancora una volta, la costante attenzione e l’impegno profuso dalle Fiamme Gialle, a contrasto di ogni forma di illegalità economico-finanziaria, a tutela dell’integrità dei bilanci pubblici e delle imprese che operano nel rispetto delle regole, in una prospettiva di garanzia del regolare funzionamento dei meccanismi di libera concorrenza.
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