Microalghe e molluschi per la lotta al granchio blu. “Così salviamo le Valli di Comacchio”
Contro il granchio blu, ecco la "Blue-Farm" per la sostenibilità ambientale
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Ferrara, 22 aprile 2026 - Una risposta concreta a una delle emergenze più critiche degli ultimi anni prende forma nelle Valli di Comacchio. L’Università degli Studi di Ferrara ha avviato un progetto innovativo per contrastare la diffusione del granchio blu, specie invasiva che sta mettendo a dura prova l’equilibrio dell’ecosistema e l’economia legata all’acquacoltura locale. Al centro dell’iniziativa c’è la sperimentazione di una “Blue-Farm”, un modello produttivo che unisce sostenibilità ambientale e ricerca applicata.
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L'obiettivo: tutelare il territorio e l'economia
L’obiettivo è duplice: da un lato proteggere le produzioni tipiche del territorio, dall’altro costruire un sistema più resiliente, capace di adattarsi ai cambiamenti ambientali e alle nuove criticità. Il progetto nasce infatti dall’esigenza di trovare soluzioni efficaci contro un fenomeno che negli ultimi anni ha causato danni significativi, soprattutto agli allevamenti di molluschi.
“Questo progetto nasce per dare una risposta concreta a una delle emergenze più rilevanti per le Valli di Comacchio — spiega Michele Mistri, coordinatore dell’iniziativa — mettendo insieme sostenibilità ambientale, innovazione e nuove prospettive economiche per il territorio”. Un approccio che punta a coniugare tutela dell’ambiente e sviluppo, attraverso soluzioni tecnologiche avanzate e modelli produttivi alternativi.
L'alleanza naturale tra molluschi e macroalghe
Il cuore del progetto è rappresentato da un sistema di policoltura multitrofica integrata. In pratica, molluschi bivalvi e macroalghe autoctone vengono allevati insieme, sfruttando le loro funzioni complementari per creare un equilibrio naturale. Le specie vegetali vengono selezionate e coltivate nei laboratori universitari, mentre le loro caratteristiche vengono analizzate per valutarne anche possibili utilizzi futuri, non solo in ambito alimentare ma anche industriale.
“Il sistema che stiamo sperimentando si basa su una policoltura multitrofica integrata — sottolinea Luisa Pasti — molluschi bivalvi e macroalghe convivono nello stesso ambiente svolgendo funzioni complementari. I bivalvi filtrano particolato e fitoplancton, mentre le macroalghe assorbono azoto e fosforo disciolti, contribuendo a migliorare la qualità delle acque e a ridurre i fenomeni di eutrofizzazione”.
I benefici contro i cambiamenti climatici
Un sistema che non solo protegge le colture, ma contribuisce attivamente al miglioramento dell’ambiente. Le macroalghe, infatti, svolgono anche un ruolo importante nel sequestro del carbonio, contribuendo a ridurre la presenza di anidride carbonica nell’acqua. “Le macroalghe inoltre — aggiunge Cristina Munari — svolgono un ruolo importante nel sequestro del carbonio, assorbendo anidride carbonica attraverso la fotosintesi e contribuendo alla mitigazione dei cambiamenti climatici”.
L'arma in più: gli allevamenti in sospensione basculante
L’elemento più innovativo della Blue-Farm è però il sistema di allevamento in sospensione basculante. Questa tecnologia permette di limitare l’accesso del granchio blu ai molluschi, riducendo drasticamente i danni alle produzioni. Una soluzione concreta che potrebbe rappresentare un punto di svolta per tutto il comparto. Il progetto, sostenuto anche da fondi europei, si sviluppa interamente nell’area di Comacchio e coinvolge direttamente pescatori, cooperative e operatori locali. Sono tre i siti sperimentali attivi nelle valli, dove il sistema viene testato sul campo con un monitoraggio costante delle performance. Si tratta di una collaborazione stretta tra mondo accademico e territorio, pensata per trasferire rapidamente i risultati della ricerca alla pratica quotidiana. Un modello che punta a diventare replicabile anche in altri contesti simili, offrendo una risposta concreta a una sfida che non riguarda solo l’Emilia-Romagna, ma molte aree costiere italiane.
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