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Il ministero promuove a pieni voti Unibo: “Valutazione massima nella qualità della didattica e della ricerca”

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17.03.2026

Alcuni studenti in uscita dall'Università di Bologna

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Bologna, 17 marzo 2026 — L’Università di Bologna conquista il risultato più alto nel sistema nazionale di valutazione della qualità universitaria coordinato da Anvur, confermandosi nella fascia di eccellenza tra gli atenei italiani. La relazione preliminare, consegnata dopo la visita istituzionale svolta nel novembre scorso dal Panel degli Esperti della Valutazione, assegna infatti all’Alma Mater il massimo livello complessivo previsto dal modello AVA3, con 21 punti su 23 giudicati “pienamente soddisfacenti” e i due restanti definiti “soddisfacenti”.

Un sistema di monitoraggio

Si tratta di uno dei passaggi più significativi per il sistema universitario italiano, perché la visita dell’Anvur serve a verificare quanto un ateneo sia in grado di garantire qualità nella didattica, nella ricerca, nelle attività rivolte al territorio e nell’organizzazione interna, ma soprattutto quanto riesca a migliorare nel tempo attraverso strumenti concreti di monitoraggio e programmazione. Nel caso dell’Alma Mater, la relazione mette in evidenza una struttura considerata solida sotto più aspetti. A partire dalla visione strategica dell’ateneo, ritenuta chiara e ben integrata nel piano di sviluppo complessivo, fino alla capacità di utilizzare in modo avanzato i dati attraverso il Data Warehouse universitario, uno strumento centrale nella lettura delle performance e nella distribuzione delle risorse.

Tra gli elementi più apprezzati dagli esperti c’è anche la forza attrattiva dell’università bolognese, che continua a richiamare studenti e ricercatori da tutta Italia e dall’estero. Un dato che conferma il peso internazionale dell’Alma Mater, capace di mantenere una forte identità storica e allo stesso tempo di restare competitiva nei percorsi formativi più innovativi. La valutazione riconosce inoltre l’efficacia del sistema interno di assicurazione della qualità, costruito sulla collaborazione tra Nucleo di valutazione, presidio della Qualità e strutture accademiche, insieme a un modello di governance che valorizza la dimensione multicampus, cioè la presenza distribuita dell’ateneo in più sedi del territorio regionale.

L’analisi dei dipartimenti

Un altro aspetto rilevante riguarda la coerenza tra pianificazione strategica, gestione della performance e allocazione economica: per Anvur, l’università dimostra di saper collegare obiettivi, risultati e investimenti in modo ordinato e leggibile, un elemento considerato decisivo nei processi di accreditamento periodico. Durante la procedura sono stati esaminati anche cinque dipartimenti, tra cui Beni culturali, Fisica e Astronomia, Informatica, Scienze biologiche e Scienze politiche, insieme a diciassette corsi di studio e cinque dottorati di ricerca distribuiti tra Bologna, Ravenna e Forlì. L’analisi ha coinvolto percorsi molto diversi tra loro, da Medicina a Filosofia, dal Dams all’ingegneria dei veicoli elettrici, restituendo un quadro ampio della qualità complessiva dell’offerta formativa. L’ateneo ora attende il passaggio finale del ministero dell'Università e della Ricerca, che dovrà formalizzare la certificazione conclusiva dell’accreditamento sulla base del giudizio espresso dall’agenzia nazionale. Ma il risultato preliminare già colloca Bologna al vertice del sistema universitario italiano, rafforzando il ruolo dell’Alma Mater come punto di riferimento nazionale ed europeo.

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