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Ubriaco si schianta in scooter e gli amputano una gamba, il Comune paga 200mila euro

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27.02.2026

Thomas e Christian Coppola dello studio legale Coppola; nel riquadro lo scooter

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Riccione, 27 febbraio 2026 – Si schianta contro il muretto della rotonda e perde una gamba. Dopo tredici anni arriva la svolta: il Comune dovrà pagare. La Corte d’Appello di Bologna ha ribaltato in parte la sentenza del Tribunale di Rimini sull’incidente avvenuto nella notte del 17 agosto 2013, in viale Milano a Riccione, all’altezza della rotatoria di piazzale Curiel. Un motociclista riminese, allora 54enne, in sella Yamaha T 400 finì contro un manufatto in laterizio al centro dell’isola spartitraffico, dopo aver urtato con lo scooter contro un cordolo perdendo così il controllo.

L’urto fu devastante. Il 54enne rimase a terra, ferito in modo gravissimo. Le lesioni riportate nello schianto furono tali da rendere necessaria l’amputazione parziale della gamba destra. In primo grado il Tribunale aveva detto no al risarcimento. Colpa tutta del centauro, secondo i giudici: viaggiava tra i 76 e i 78 chilometri orari dove il limite era 30, e aveva un tasso alcolemico di 1,43. Una guida definita imprudente e sufficiente, da sola, a spiegare l’incidente.

In appello cambia lo scenario. La Corte bolognese conferma che la condotta del motociclista – assistito da Thomas e Christian Coppola, dello studio legale Coppola – è stata gravissima, ma non chiude la porta alle responsabilità dell’ente pubblico. Al centro della vicenda c’è quel muretto in laterizio, non previsto dal progetto originario della rotatoria, che avrebbe dovuto avere solo un cordolo rialzato di circa 16 centimetri.

Le consulenze tecniche

Le consulenze tecniche parlano chiaro: l’impatto contro quel manufatto rigido ha avuto un ruolo decisivo nell’aggravare le conseguenze. Senza quel muretto, le lesioni sarebbero state verosimilmente diverse e non necessariamente così gravi. Per i giudici d’Appello, quindi, non è solo una questione di manutenzione. C’è anche un profilo di colpa nella realizzazione dell’opera: struttura difforme dal progetto, criticità sotto il profilo della sicurezza stradale. Alla fine la Corte divide le responsabilità. Il 70% resta in capo al motociclista. Il restante 30% è del Comune, per aver contribuito con quel manufatto all’esito drammatico dell’impatto. Sul piano economico, il danno non patrimoniale supera i 670 mila euro tra capitale, rivalutazione e interessi. Ma al Comune spetta pagarne solo il 30%: 201mila euro circa. Respinta invece la richiesta di risarcimento per la perdita della capacità lavorativa specifica, ritenuta non dimostrata.

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© il Resto del Carlino