Bimba di 4 anni morta in ospedale, autopsia cerca infezioni latenti. E c’è un’indagine sul ricovero precedente
La bimba è morta in ospedale il 14 marzo
Articolo: Bimba di 4 anni morta in pronto soccorso a Rimini: indagato un medico specializzando
Articolo: Bimba di 4 anni muore in ospedale: visitata nella notte per febbre e poi dimessa, all’alba la tragedia
Rimini, 22 marzo 2026 – È stato conferito ieri l’incarico per l’autopsia sulla bambina di quattro anni di origine ucraina morta il 14 marzo al pronto soccorso dell’ospedale Infermi di Rimini. Il collegio peritale ha prestato giuramento e gli esami autoptici sono iniziati alle 11.30. Si tratta di un passaggio chiave dell’inchiesta che ora entra nel vivo.
Per la Procura il collegio è composto dal medico legale Loredana Buscemi, affiancata dai pediatri Gaetano Pietro Bulfamante e Donatella De Martiis. La difesa del medico indagato, rappresentata dall’avvocato Piero Venturi, ha nominato come consulenti il medico legale Giuseppe Fortuni insieme a Roberto Nannini e Francesco De Maria. La famiglia della bambina, assistita dall’avvocato Giulio Maione del foro di Pesaro, si è affidata a Mauro Pesaresi, docente di medicina legale.L’autopsia dovrà chiarire le cause del decesso e verificare se ci siano stati segnali sottovalutati. Non si esclude che vengano disposti ulteriori accertamenti, tra cui colture batteriche o analisi sui microrganismi, per individuare eventuali infezioni non emerse nei primi esami. Ma il punto su cui si concentra sempre di più l’indagine è un precedente ricovero a Sesto San Giovanni, durato quattro giorni e avvenuto circa due settimana dell’accesso al pronto soccorso di Rimini, risale alla sera del 13 marzo scorso. La Procura ha acquisito la cartella clinica e sta analizzando in profondità quanto accaduto in quella fase. È lì che si cerca una possibile chiave: eventuali segnali già presenti, un’infezione in incubazione o elementi clinici che possano spiegare il peggioramento improvviso.
“La famiglia desidera fare pienamente luce e sapere come sono andate le cose – spiega l’avvocato Maione –. Rimaniamo fiduciosi e ci auguriamo che vengano svolti tutti gli approfondimenti del caso, senza tralasciare alcun dettaglio”. “Il medico, per quanto giovane, è stato descritto come un professionista scrupoloso e attento – afferma l’avvocato Venturi – e ha assicurato di aver seguito tutti i protocolli previsti”. Resta al centro dell’inchiesta la posizione del giovane dottore, circa trent’anni, specializzando al quarto anno, indagato per omicidio colposo in ambito sanitario in un procedimento coordinato dal sostituto procuratore Daniele Paci. Un atto tecnico, necessario per consentire alle parti di partecipare agli accertamenti irripetibili. La ricostruzione delle ultime ore parte dalla sera del 13 marzo. Intorno alle 21.30 la bambina arriva all’ambulatorio di urgenza pediatrica di RImini con febbre alta comparsa da poche ore, senza altri sintomi evidenti. Viene visitata e sottoposta a controlli: i parametri vitali risultano nella norma, nessuna anomalia a livello cardiaco, respiratorio, addominale o neurologico. Anche gli esami del sangue non evidenziano infezioni in corso. Dopo la somministrazione di paracetamolo la febbre si abbassa. I medici decidono comunque di tenerla in osservazione per alcune ore. Il quadro resta stabile, le condizioni sono buone. Alle 00.45 arriva la dimissione. La bambina torna a casa, ma nel corso della notte le condizioni cambiano. La febbre risale, compaiono segnali di malessere sempre più evidenti. Viene attivato il medico dell’emergenza territoriale e si decide per il trasferimento urgente in ospedale. Alle 6.35 la piccola arriva di nuovo al pronto soccorso. La situazione è già critica. Scatta immediatamente l’intervento dell’équipe: rianimatore, pediatra e medico di pronto soccorso. I sanitari lavorano senza interruzione, tentano ogni procedura possibile per ristabilire le funzioni vitali. Il quadro però non migliora. Dopo oltre un’ora di tentativi, il cuore non riparte. La bambina muore poco dopo.
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