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Banksy, le sue opere arrivano a Reggio Emilia: la critica al consumismo finisce... al centro commerciale (i Petali)

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22.04.2026

Un'opera di Banksy che caratterizza il suo stile con la tecnica stencil

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Reggio Emilia, 22 aprile 2026 – Provocatorio, geniale, elusivo. Tutto questo e molto altro è Banksy, del quale il pubblico reggiano potrà ammirare l'opera attraverso un percorso che promette coinvolgimento totale. Dopo Keith Haring, del quale i visitatori avevano potuto ammirare 50 opere originali due anni fa, a partire da giovedì 24 aprile la galleria dei Petali ospiterà 'The world of Banksy: the immersive experience', ovvero oltre 45 riproduzioni, tra quadri e sculture, dell’artista, considerato uno dei più influenti della Street art e della nostra era.

Quell’opera da 1,4 milioni di sterline mezza distrutta

Noto per i suoi stencil che affrontano temi di politica, cultura ed etica con un approccio eccentrico e profondo, tra le sue opere più famose spicca sicuramente 'Girl with Balloon', scelta per la locandina della mostra ai Petali. L’opera è apparsa per la prima volta a Londra sul muro di Waterloo Bridge, ora rimosso. L’immagine è semplice e immediata: una folata di vento sottrae a una bambina il suo palloncino rosso a forma di cuore. Durante un’asta di Sotheby’s l’opera viene battuta per 1,4 milioni di sterline, ma un tritadocumenti nascosto nella cornice si è azionato, distruggendola parzialmente. 

Sfida le convenzioni dell’arte con la tecnica dello stencil

Banksy iniziò la sua carriera nelle strade di Bristol, diventando rapidamente un membro autorevole della cultura underground locale. Ancora adolescente, si unì a diverse crew di street artist, tra cui Inkie. Iniziò a diffondere messaggi politici e sociali attraverso graffiti sui treni, rischiando spesso l’arresto. Durante una di queste incursioni, Banksy scoprì la tecnica dello stencil, che divenne il suo marchio di fabbrica. Lo stencil comporta l’uso di un modello preparato per spruzzare vernice su un supporto, permettendo a Banksy di completare un’opera in soli 15-20 minuti. Le sue opere iniziali già mostravano il carisma, la personalità e l’umorismo nero che oggi lo contraddistinguono.

Ratti, scimmie, bambini e forze dell’ordine popolano le sue creazioni, spesso cariche di messaggi politici e sociali: il suo primo grande murale, 'The Mild Mild West', rappresenta un orsacchiotto che lancia un cocktail Molotov contro la polizia antisommossa ed è diventato immediatamente un simbolo potente per la comunità locale. Oltre ai murales, Banksy ha realizzato una serie di opere su tela e stampe, sfidando apertamente le convenzioni del mondo dell’arte: con una mossa audace, nel 2013 ha venduto opere autentiche a Central Park per soli 60 dollari ciascuna.

Banksy, la sua mistica lo ha elevato a mito

Queste stesse opere sono state successivamente autenticate e vendute per decine di migliaia di dollari. Le opere provocatorie di Banksy sono emerse in controversi luoghi globali: da Londra a New York, da Berlino a Tokyo, e da lì in poi le strade si sono trasformate nel suo vasto telaio. Allo stesso tempo, importanti istituzioni come il British Museum, la Tate Modern e il Louvre hanno esposto le sue creazioni sui propri muri. La mistica intenzionale di Banksy lo ha elevato allo status di mito contemporaneo. 

Banksy mette in luce le contraddizioni della società 

L’obiettivo di Banksy è mettere in luce, attraverso la sua arte, i problemi che affliggono la società contemporanea, sensibilizzando il pubblico su temi come consumismo, guerra e potere, con immagini metaforiche, divertenti, provocatorie e di impatto visivo immediato. Certo, potrebbe sembrare un controsenso esporre alcune delle sue creazioni, fortemente critiche verso il consumismo, in un luogo nato per lo shopping. In realtà un contesto del genere offre la possibilità a un pubblico vastissimo di entrare in contatto gratuitamente con la poetica di Banksy e va ricordato che l’artista, pur refrattario alle mostre dedicate, è da sempre un sostenitore delle esperienze artistiche condivise.

La critica al consumismo… al centro commerciale (i Petali)

'The world of Bansky: the immersive experience', dal 24 aprile ai Petali, vuole essere proprio questo. La scoperta o la riscoperta di un artista internazionale in una modalità espositiva condivisa e propositiva, con l’obiettivo di ispirare e provocare profonde riflessioni nei visitatori. Perché Bansky ai Petali? Non è assolutamente un caso ma ci riporta al progetto di placemaking e riqualificazione artistica 'Mall of Fame', che mira a trasformare i Petali in un landmark urbano. Il progetto include un grande intervento sulla facciata esterna, oltre a un percorso immersivo all'interno, con nomi come Rame 13, KayOne, Napal & Mulè. 

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© il Resto del Carlino