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Giornata della donna: la Regione Emilia-Romagna intitola spazi a Irma Bandiera, Nilde Iotti e Grazia Cherchi

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02.03.2026

Michele de Pascale e la foto di Irma Bandiera (partigiana, martire e medaglia d'oro al valor militare) a cui è stata intitolata l'aula magna della Regione Emilia-Romagna

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Bologna, 2 marzo 2026 - La Regione Emilia-Romagna si prepara all'8 marzo lanciando un messaggio chiaro sui diritti delle donne, tra memoria del passato e sfide future. Per la Giornata internazionale della donna, le istituzioni hanno presentato nuove iniziative che uniscono il ricordo di figure storiche di grande importanza a una campagna di comunicazione dedicata alle donne di oggi.

Le sale intitolate alle grandi donne del passato

Il primo passo è stato intitolare tre importanti spazi istituzionali nelle sedi della Regione a Bologna ad altrettante donne nate in questa terra che si sono distinte per le loro scelte di vita. L'aula magna di viale Aldo Moro 30 prende il nome di Irma Bandiera, partigiana, martire e medaglia d'oro al valor militare. La sala polifunzionale di viale Aldo Moro 52 è ora dedicata a Nilde Iotti, anche lei partigiana e figura centrale della storia politica italiana. Infine, la sala stampa della Giunta, sempre al civico 52, porta il nome di Grazia Cherchi, giornalista, autrice e nota curatrice editoriale.

Il presidente della Regione, Michele de Pascale, ha spiegato il senso di questa decisione: "I gesti simbolici restano impressi, fanno nascere curiosità, tengono viva la memoria come nel caso della scelta di intitolare a tre grandi donne dell’Emilia-Romagna questi spazi istituzionali, perché il loro esempio serva da monito e ispirazione per tutte e tutti noi, racconti alle ragazze e ai ragazzi percorsi illuminati di impegno civile e di passione, di cui abbiamo sempre tanto bisogno".

La campagna di comunicazione

Oltre alle intitolazioni, è partita la campagna di comunicazione dal titolo "Una battaglia dopo l'altra". Il progetto prevede manifesti diffusi nei Comuni e quattro video pensati per i social network. I filmati raccontano le storie di quattro cittadine del territorio: Elsa Antonioni, tra le fondatrici della Casa delle donne di Bologna, Stella Joncoux Pisi, studentessa di Reggio Emilia, Lorena Linari, lavoratrice dell'azienda La Perla, e Zouhaira Mahmoudi, cuoca e ambasciatrice dell'associazione per l'integrazione delle donne. In brevi interviste di tre minuti, queste donne parlano dei loro traguardi, delle difficoltà e delle battaglie ancora in corso.

Occupazione femminile sopra la media italiana, ma non basta

A questo proposito, l'assessora regionale alle Pari opportunità, Gessica Allegni, ha sottolineato: "La nuova campagna ci ricorda che in questi anni, grazie in particolare alla lotta e alle battaglie delle donne, molti passi avanti sono stati fatti, ma che non dobbiamo fermarci".

A conferma di questo, sono stati ricordati i dati sull'occupazione femminile in Emilia-Romagna. Oggi in regione lavora il 68,7 per cento delle donne tra i 20 e i 64 anni. Si tratta di un numero superiore alla media nazionale, ma che presenta ancora dei problemi.

Il distacco rispetto agli uomini, infatti, rimane di circa 15 punti percentuali. In più, il lavoro a tempo parziale coinvolge molte più lavoratrici rispetto ai colleghi maschi, e molto spesso è una scelta obbligata per motivi familiari. Rimane poi il problema degli stipendi, dato che nel settore privato le donne guadagnano in media 9.500 euro all'anno in meno rispetto agli uomini.

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© il Resto del Carlino