L’Ancona non sfonda a L’Aquila. E l’Ostiamare fa festa in anticipo
L’occasione del primo tempo per Rovinelli
(4-3-3): Michielin 6; Pomposo 6, Mantini 6,5, Tavcar 6,5, Trifelli 6; Vecchione 5,5, Pandolfi 6,5, Scimia 5,5 (38’ st De Grazia sv); Carella 5,5 (31’ Touré 5), Di Renzo 6 (43’ st Konaté sv), Sparacello 5. A disp. Zarlenga, Cioffredi, Bellardinelli, Di Cesare, Ruggiero, Astemio. All. Chianese 6.
ANCONA (4-2-3-1): Salvati 6,5; De Luca 6, Bonaccorsi 6,5, Rovinelli 6, Calisto 6; Gelonese 6,5, Gerbaudo 6; Cericola 6 (37’ st Babbi sv), Attasi 6 (15’ st D’Incoronato 5,5), Pecci 5,5 (31’ st Battista 5); Kouko 5 (24’ st Teraschi 5,5). A disp. Mengucci, Ceccarelli, Miola, Petito, Maspero, Teraschi. All. Maurizi 6.
Arbitro: Tierno di Sala Consilina 6.
Note: ammoniti Kouko, Bonaccorsi, Teraschi. Espulso Arena dalla panchina dell’Ancona al 34’; spettatori: 1600 di cui 642 anconetani; recuperi: 3’ + 5’.
Le speranze di vittoria dell’Ancona si spengono al Gran Sasso d’Italia, dove i dorici non vanno oltre uno 0-0 abbastanza squallido, un pari con cui cedono il passo all’Ostiamare che vince col Termoli e festeggia in anticipo di un turno quella promozione diretta in serie C che probabilmente avrebbe festeggiato ugualmente. Ancona ancora seconda, però, in virtù del pareggio del Teramo contro la Recanatese. Un secondo posto che ora dovrà difendere con i denti nell’ultima partita della stagione regolare, domenica prossima al Del Conero contro il Notaresco. Un secondo posto indispensabile per affrontare i playoff dalla migliore posizione possibile, con semifinale ed eventuale finale da disputare in casa con il vantaggio di due risultati utili su tre. Ma l’Ancona vista al Gran Sasso d’Italia non è certo la migliore della stagione, L’Aquila all’ultima in casa ci mette del suo per creare qualche difficoltà all’Ancona e il resto, forse, lo fa il primo caldo della stagione. I dorici non riescono mai a impensierire seriamente L’Aquila, le migliori occasioni sono quelle di Rovinelli di testa a fine primo tempo (fuori), di Bonaccorsi a inizio ripresa (tra le braccia di Michielin) e ancora di testa Babbi, incredibilmente fuori da pochi metri. È tutto quello che riesce a costruire l’Ancona in avanti nell’arco della partita, troppo poco per impensierire una squadra come L’Aquila, che non vince da nove giornate ma che contro l’Ancona dimostra di essere ancora viva e di non voler concedere nulla. La parata più difficile della partita, infatti, è quella di Salvati su conclusione di destro di Pandolfi, la migliore occasione è sempre dell’Aquila, con Sparacello che nel finale sparacchia fuori davanti all’estremo difensore biancorosso. È il termometro di una partita che l’Ancona avrebbe dovuto vincere, senza se e senza ma, e in cui, invece, non ha avuto la necessaria lucidità negli ultimi venti metri per trovare il gol. Così la sfida finisce senza reti e alla fine Gelonese e compagni vanno a raccogliere gli applausi e l’incitamento degli oltre seicento anconetani presenti al Gran Sasso a sostenerli. Resta l’obiettivo playoff: vincerli è il presupposto per accedere alla graduatoria per il ripescaggio. E resta il grandissimo campionato della squadra di Maurizi.
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