L’Ancona esce a testa alta. Domenica duello a Giulianova
L’Ancona esce a testa assolutamente alta da un Del Conero in festa e da una manifestazione che l’ha vista protagonista
Articolo: "Testa al Notaresco. Vogliamo ripeterci"
Articolo: Ancona sempre più all’inseguimento. Rovinelli manda ko il Giulianova
Articolo: Ancona, meriti il pubblico di una grande
L’Ancona perde anche la finale di ritorno di Coppa Italia con la Pistoiese, complice una sfortunata uscita di Mengucci che innesca il gol-partita di Pinzauti, ma esce a testa assolutamente alta da un Del Conero in festa e da una manifestazione che l’ha vista protagonista sino in fondo. Che i dorici, autori di una prova assolutamente all’altezza fino al gol-partita giunto al 90’, non abbiano perso la Coppa ad Ancona, però, è chiaro. Decisivo è stato il 2-0 dell’andata, un 2-0 nato dall’infortunio di Proromo di cui la Pistoiese ha approfittato per realizzare la prima rete, ma nato anche dal fatto che in quella circostanza l’Ancona, costretta al pari degli avversari a disputare tre partite in pochi giorni, ha dovuto fare i conti con i giocatori più in forma e, soprattutto, con gli assenti.
L’Ancona di questi tempi, infatti, ha ai box Battista, Proromo e Pecci, allora mancava anche Rovinelli, sabato erano squalificati anche Kouko e Attasi. E’ a Pistoia che l’Ancona ha perso la doppia finale: l’infortunio a Proromo, due giocatori poi squalificati, e due gol da recuperare nella finale di ritorno hanno dato alla Pistoiese innegabili vantaggi nella gestione della gara di sabato scorso al Del Conero.
Una Pistoiese forte, coriacea, esperta, pronta alle continue perdite di tempo, mestierante, su cui l’attacco dorico ha finito per sbattere come contro un muro, mai davvero seriamente pericoloso, mai in grado di chiamare il portiere avversario a un intervento decisivo. Dall’altra parte, invece, gli arancioni già nel primo tempo hanno dimostrato di poter sfruttare gli spazi concessi dall’Ancona, andando alla conclusione in tre occasioni e centrando un palo con Raicevic. Bene, anzi, ancora meglio l’Ancona nella ripresa, per impegno, per intensità, per aggressività: la difesa della Pistoiese ha cominciato a traballare, ma i dorici non hanno mai trovato lo spunto vincente, pur andandoci vicini a ripetizione. Il tutto grazie anche agli innesti di Maurizi, anche se in panchina le alternative non erano molte.
Basti pensare che il cameranese Polenta classe 2007 è stato impegnato per quasi mezz’ora – con merito – in una finale di Coppa Italia davanti a 7mila spettatori. Questo dimostra il valore del ragazzo ma anche le poche alternative in panchina a disposizione del tecnico romano. Poi nel finale la doccia fredda del gol di Pinzauti, innescato dall’errore di Mengucci in uscita, un gol che ha cambiato davvero poco nell’economia della Coppa. L’Ancona probabilmente non meritava di uscire sconfitta dal confronto, ma neanche di conquistare la Coppa.
Al netto degli infortuni, della mancanza di fair-play, delle provocazioni e degli episodi del doppio confronto, la Pistoiese ha dimostrato nelle due partite di essere superiore all’Ancona. O quantomeno all’Ancona che Maurizi ha potuto schierare in campo. Ora serve resettare tutto e farlo in fretta, perché domenica c’è la sfida di Giulianova e il contemporaneo scontro diretto tra Teramo e Ostiamare. Una domenica che può rivelarsi decisiva per la vittoria del campionato.
© Riproduzione riservata
