L’eredità di Marco Biagi. Giovani, solidarietà e terzo settore: il premio dedicato al giuslavorista
La foto di gruppo della premiazione al termine della cerimonia del Premio Biagi, oggi in Sala Biagi nella redazione de Il Resto del Carlino a Bologna
Articolo: Il Premio Marco Biagi, nel ricordo del giuslavorista
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Bologna, 17 marzo 2026 – Nella sala a lui dedicata, dentro la redazione bolognese del Resto del Carlino, il premio Marco Biagi ha messo al centro la solidarietà e l’impegno sociale, in nome del giuslavorista ucciso il 19 marzo 2002, sotto casa in via Valdonica a Bologna. “Le riforme vanno varate insieme. Spesso la modernizzazione non la vediamo, ma è già vicino a noi”. Ecco il lavoro secondo Biagi. Alla vigilia dell’anniversario della sua scomparsa, l’evento sostenuto anche dalla famiglia Biagi, ha raccontato questa grande storia, ricordando l’operato di un martire di tutti.
I giovani e le donne collegano i fili di una storia dolorosa, ma importante da ricordare soprattutto per parlare ai ragazzi del futuro. Per questo il focus di quest’anno è rivolto alle associazioni e agli enti del Terzo Settore di Bologna e Modena che si sono distinti per progetti di formazione volti a favorire l’ingresso e la permanenza nel mondo del lavoro delle donne e dei giovani.
La cerimonia, presentata dalla direttrice di Qn e il Resto del Carlino Agnese Pini e dal vicedirettore de il Resto del Carlino Valerio Baroncini, ha visto la partecipazione di alte cariche ecclesiastiche come il cardinale Matteo Maria Zuppi. “Ricordare Marco (lo chiama per nome, ndr) attraverso il sostegno concreto a chi opera nel sociale significa trasformare la memoria in un seme di speranza per il futuro – afferma l’arcivescovo di Bologna –. In un tempo segnato da profonde incertezze, mettere al centro l’inclusione delle donne e il destino dei nostri giovani è un investimento necessario sulla tenuta stessa della nostra comunità”. Anche monsignor Erio Castellucci, arcivescovo-abate di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi ha ricordato Biagi. “I giovani e le donne risultano esposti a questo clima di tensione, odio e violenza – ribadisce Castellucci –. La risposta è la costruzione di una fitta rete per costruire il futuro, attraverso il lavoro”. Ci sono poi i rappresentanti delle istituzioni locali, delle associazioni, dei sindacati e del mondo cooperativo.
Quattro le associazioni vincitrici (due per la provincia di Bologna e due per quella di Modena). Ciascuna realtà vincitrice ha ricevuto un contributo economico di 5mila euro per sostenere le proprie attività.
Il premio per la categoria ‘futuro giovani’, a Bologna, è stato assegnato al Circolo Acli culturale tematico Marco Biagi aps. “Un circolo che coniuga cura e formazione”, festeggia Filippo Diaco, premiato da Pierluigi Stefanini, presidente Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Sempre nel bolognese, vince la categoria ’inclusione donna’, la onlus L’Arco – corrispondenze per la recovery. “Un gruppo di esperti che cercano di dare una mano a chi cerca di riprendere in mano la propria vita”, racconta Michele Filippi, presidente dell’associazione, premiato da Matteo Passini, direttore generale Emil Banca.
Fronte Modena. La categoria ‘inclusione donna’ va al Centro studi progetto donna e diversity management. “Per noi è un riconoscimento che corona 37 anni di attività”, esultano la presidente Roberta Bortolucci, presidente, e Maria Mantini Satta, premiate da Giulia Selicato, gender equality e d&i manager di Lavoropiù. Riconoscimento al ‘futuro giovani’ assegnato a Mani Tese aps, promotrice di Manigolde, una sartoria sociale nata all’interno del carcere di Modena. “Ogni giorno accogliamo fragilità”, sottolineano Gaia Barbieri e Marinella Pignatti. A tutte le associazioni che hanno presentato la propria candidatura entro i termini previsti è stato consegnato un attestato di partecipazione, a testimonianza del valore sociale del loro operato sul territorio. La Commissione giudicatrice è stata presieduta da Agnese Pini.
Tra i membri della giuria figurano Alessandra Servidori e i rappresentanti dei partner sostenitori. Le funzioni di segretario organizzativo e garante della trasparenza sono state affidate a Valerio Baroncini. I partner che hanno reso possibile l’iniziativa: Emil Banca, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Lavoropiù, Rekeep.
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