Centinaia in corteo per le vie del centro: “No a referendum, cpr e Governo Meloni”
Il raduno in piazza XX Settembre a Bologna prima della partenza del corteo
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Bologna, 14 marzo 2026 - Sono in centinaia i manifestanti presenti al corteo "contro il governo Meloni, contro i re e le loro guerre", partito alle 16.30 da piazza XX Settembre. Bologna al centro del braccio di ferro sul Cpr, che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi vorrebbe collocare a Bologna.
La manifestazione in corso è organizzata da Làbas a cui hanno aderito diverse decine di associazioni, movimenti, sindacati e collettivi studenteschi della regione. "La cura non è reato". Il progetto: "Una serie di 'no' secchi, per una migliore società. Sì, invece, alla giustizia ecologica, all'Ue delle città ribelli, agli spazi sociali, alla libertà di movimento e alla cultura libertà", scrive Làbas nel manifesto che annuncia l'evento di oggi.
Tante le bandiere della pace e diversi i messaggi contro il decreto sicurezza, il referendum e contro la guerra. Ma anche arte, musica e diverse azioni simboliche sui temi della manifestazione. "È importante stare insieme", affermano i manifestanti.
Il percorso del corteo
L'evento è partito alle 16.30 da piazza XX Settembre. Il percorso poi prevede via Indipendenza - dopo la riapertura dei cantieri - per poi passare in via Rizzoli, Ugo Bassi, piazza del Nettuno e piazza Maggiore. Poi la chiusura in piazza San Francesco.
I motivi della protesta
“No al referendum, no al cpr e no al Governo Meloni”. “I nostri no contro le guerre e i loro re”. “La cura non è reato”. “No alla scuola autoritaria di Valditara”. Sono tanti i ‘no’ della protesta.
Il municipio sociale autogestito Làbas, insieme ad altre associazioni, aveva descritto tutti i punti della protesta in una conferenza stampa. La manifestazione, oltre ai temi della sicurezza e della scuola, tocca anche il punto sanitario: si professa vicinanza agli 8 medici del reparto Malattie infettive dell’ospedale di Ravenna, che sono stati indagati per il caso dei certificati anti-rimpatrio. Tre di loro sono stati sospesi per 10 mesi.
Alla manifestazione c'è anche la Fiom. "È importante essere qui come metalmeccanici. La battaglia contro riarmo e le guerre si collega con le nostre battaglia. È importante essere qui oggi e anche il 27-28 marzo a Roma per i No Kings. La Cgil ha sempre espresso contrarietà sui cpr, un modello repressivo e inadeguato", commenta Pasquale Di Domenico, segreteria Fiom Bologna. Al corteo anche Detjon Begaj, Coalizione Civica: "Siamo contrari ai cpr a Bologna e altrove. È una battaglia regionale in contrapposizione a un modello razzista che viola i diritti umani. Siamo contrari alle politiche e alle alleanze che ha messo in campo questo governo a livello internazionale, sono gli stessi che poi attuano le guerre a livello mondiale", dice.
"Tante realtà regionali qui oggi contro un cpr a Bologna. C’è stata un’assemblea con centinaia di persone – sottolinea Martina Solidoro dei Municipi Sociali Bologna –. Si tratta dell’incontro che si è svolto alcune settimane fa al Tpo e dal quale è scaturita, per l’appunto, la convocazione della manifestazione di oggi. Sul territorio si è fatto molto contro i cpr e lo sappiamo tutti a Bologna e in Emilia-Romagna. L’apertura di una struttura di questo tipo è stata già impedita nel 2023, quando il governo ci aveva provato una prima volta, con una manifestazione cittadina e l’attivazione di una rete regionale".
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