Gesto di protesta in Consiglio. Caregiver si ferisce con un cutter: "Così non si può andare avanti"
Modena, 24 febbraio 2026 – "Così non può andare avanti". È quello che ha detto ieri, durante la seduta del Consiglio comunale prima di arrivare a commettere pubblicamente un gesto autolesionistico, quello di tagliarsi le vene con un cutter. E questo affinchè fosse noto il suo disagio e quello di tutti i caregiver che si sentono abbandonati dal sistema. Il gesto è stato commesso ieri pomeriggio dal vice presidente dell’associazione ‘Prima gli ultimi’ Stefano Forti, ben conosciuto in città e dalla politica proprio per le sue battaglie personali, ma a favore di tutti coloro che vivono una situazione simile: il dover accudire un proprio caro affetto da disabilità.
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Un disagio che parte da lontano
Il disagio, però, parte da lontano, ovvero da quella battaglia portata avanti dalla stessa associazione relativamente al saldo delle rette, per l’assistenza ai disabili, che le famiglie pagavano in quota fissa. In sostanza, infatti, prima del pronunciamento del Tar Il Comune di Modena non considerava nel regolamento l’Isee del solo soggetto disabile, ma solo della famiglia intera e questo comportava il decurtamento di buona parte della pensione di invalidità. Il consigliere FI Piergiulio Giacobazzi, poi, lo scorso anno aveva dato la notizia tanto attesa: il Tar aveva bocciato il Comune proprio sulla quota fissa da far pagare alle famiglie per le rette dovute all’assistenza dei disabili. La sentenza, dunque, annullava il regolamento comunale sulla compartecipazione ai servizi socio sanitari, ovvero sull’aver imposto una quota fissa nella compartecipazione delle famiglie al pagamento della retta mensile, senza considerare la reale situazione economica degli assistiti. Una sentenza ‘fotocopia’ rispetto a quella pronunciata dal consiglio di Stato di Parma per l’analoga situazione vissuta dalle famiglie di quella provincia.
Eppure qualcosa nel nuovo regolamento non deve aver funzionato o comunque aiutato le famiglie tanto che il vice presidente dell’associazione, in questi mesi aveva inviato numerose istanze al comune. Tutte respinte. A spiegare la battaglia portata avanti e con esasperazione dal 60enne è la presidente dell’associazione ‘Prima gli ultimi’, Laura Schianchi.
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Caregiver esasperato che si è trovato senza aiuti
"Questa è la storia di un caregiver esasperato, che si è trovato senza aiuti", sottolinea la donna. "Il Tar ha bocciato il regolamento del Comune di Modena, che era identico a quello di Parma. A quel punto il Comune lo ha modificato ma ha trovato una formula diversa. Ovvero, per avere migliorie e benefici e pagare meno le rate di questa compartecipazione era necessario trovare ‘un accordo’. Regole – a mio dire – vessatorie, soprattutto per il vice presidente che da anni assiste insieme alla moglie la cognata".
“Bisogna ridurre una persona a dover fare un gesto del genere?”
In sostanza "questo regolamento è stato modificato senza aiutare le famiglie e il vice presidente in questi mesi ha presentato numerose istanze e sono state tutte respinte, fino al gesto di oggi. Al di là della ragione o del torto, se hai dinanzi un caregiver che ha sempre portato avanti le battaglie per la moglie e, quindi, per la sorella e che sta arrivando a saturazione, cerca una strada per arrivare ad un accordo. Bisogna ridurre una persona a dover fare un gesto del genere? Siamo sicuri che la politica debba fare un braccio di ferro con le persone più fragili? La politica ha l’obbligo di trovare soluzioni, si parte da questo presupposto. Io sono presidente, lui vice presidente dell’associazione e l’abbiamo fondata proprio per aiutare le persone più fragili".
"Gesto assolutamente da non sottovalutare"
Fortunatamente erano presenti ieri il consigliere, dottor Bertoldi e Fidanza che hanno prestato le prime cure all’uomo, in attesa dell’arrivo dei sanitari del 118, afferma Bertoldi. "Gesto assolutamente da non sottovalutare, anche perché le vicissitudini di questa persona sono ben conosciute. Portai personalmente il suo caso e casi simili in discussione in consiglio comunale già 4 anni fa. E’ evidente che qualcosa nel sistema non ha funzionato", sottolinea poi Giacobazzi. Duro il commento anche anche della consigliera Maria Grazia Modena: "Credo che il grave episodio verificatosi oggi in Consiglio comunale, per fortuna con conseguenze limitate vada studiato con grande attenzione e non superficialmente. È un gesto di disperazione del Presidente dell’Associazione Prima gli Ultimi che afferma che Modena la città del bene essere e del bene stare non è più in grado di assistere nessuno. Neppure i modenesi. Alla faccia della capitale del volontariato e altre simili autocelebrazioni tanto osannate".
