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Caso comuni montani, è battaglia

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22.02.2026

Le opposizioni di Urbino chiedono un Consiglio comunale urgente e straordinario. Sul tavolo la questione Comuni montani e la città ducale che deve essere reintegrata "per non perdere tutti i benefici e gli aiuti possibili". Questione che, almeno sulla carta, è condivisa anche dalla stessa maggioranza che governa la città e che ha un collegamento diretto con quella regionale. Intanto nella norma del ministro leghista sarebbero privilegiate aree più pianeggianti come Ascoli Piceno. Ma anche più vicine alle correnti politiche meloniane. Dubbio sollevato da molti. Se a pensare male si fa peccato in questo caso i dati lascerebbero poco spazio all’immaginazione. Proprio per questo ieri, ad assemblea in corso, Maurizio Gambini ha ritirato la propria iscrizione dall’Anci.

Urbino, va detto, già nella ricognizione del 2021 non rientrava più nel fondo per la montagna. Sulla questione montana, Maria Francesca Crespini leader di Futura spiega: "La destra ha usato il sindaco e in un momento così delicato lo lascia solo. Lui personalmente non ha peso politico ed è ancora ubriaco dell’idea del capoluogo e della provincia che portano solo illusioni, invece il Comune montano porta soldi e opportunità. Cosa gli racconta adesso agli agricoltori, agli insegnanti o agli studenti? Altroché la secessione come provincia. Adesso sia intelligente, chiami tutti e tutta la città a battersi per evitare questa sconfitta pericolosa. Noi ci siamo".

Anche il consigliere di opposizione Oriano Giovanelli e la sua lista “Urbino rinasce“ interviene sul tema e chiede confronti e incontri: "Invece di andare da Acquaroli sia lui a venire in quella assemblea. Francamente non si capisce cosa centri prendersela con Anci. I nuovi criteri hanno un padre politico, la Lega, tutta in funzione degli interessi delle Alpi ed hanno un governo centrale e un governo regionale che li hanno approvati. Se Gambini si accorge ora di essere strumentalizzato dalla destra quando le fa comodo per essere poi abbandonato e favorire altri territori è un suo grave limite. Ma noi siamo disponibili a passare sopra alle sue sottovalutazioni per fare insieme una battaglia per raddrizzare la situazione".

Dal Pd ducale, il segretario comunale Giorgio Ubaldi dice: "Non siamo più comune montano. Non siamo nella Zes (Zona economica speciale, ndr), i turisti ci snobbano, l’ospedale non sembra essere, nonostante le criticità, al centro dell’interesse della Regione. Nella riforma per i Comuni montani nonostante Urbino i nuovi parametri ci hanno escluso e hanno viceversa inserito nuovi Municipi, soprattutto nella bassa Marche: da tempo sosteniamo che Urbino e questo territorio è sempre più ai margini dell’interesse della Regione. Le cui scelte non prendono in considerazione le nostre esigenze e gli interessi di questo territorio. Si è forse fidato troppo di questa destra il sindaco Gambini, del presidente Acquaroli e di questa filiera che si ferma sempre a Ponte Armellina".

A sollevare perplessità sull’esclusione da Comuni montani e Zes anche la già sottosegretaria al Mimit ed esponente dem, Alessia Morani, che sui suoi canali dice: "Nel silenzio della destra che guida la Regione Marche, la provincia di Pesaro e Urbino viene danneggiata dal Governo Meloni: prima ci hanno lasciato fuori dalla Zes ed ora ci hanno tolto 9 dei 33 comuni montani della provincia".


© il Resto del Carlino