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Lavandaia, restauro finito. Ma la statua è senza casa

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Le operazioni di rimozione della Lavandaia in via della Grada a gennaio del 2024

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È giallo attorno al destino della Lavandaia. La statua delle polemiche fin dalla nascita ha suscitato diverse reazioni, tra chi ha sempre apprezzato l’opera artistica e chi l’ha definita controversa a causa della nudità del soggetto e soprattutto della posa (tanto che qualcuno aveva improvvisato anche un curioso ‘bikini di carta’ per coprirla). La scultura in alluminio raffigura una donna nuda piegata su un catino, con i più critici che hanno sempre giudicato l’opera "languida" o "provocante", in contrasto con l’umiltà delle storiche lavandaie: oggi la statua è ancora rinchiusa in attesa di trovare una nuova collocazione.

Realizzata da Saura Sermenghi all’inizio di Duemila, fino a gennaio del 2024 è rimasta a custodire l’angolo tra via San Felice, via della Grada e via Riva di Reno. Poi sono arrivati il tram e i cantieri, un’occasione perfetta per restaurare l’opera e spostarla dalla storica sede. Colpa soprattutto delle cosiddetti ‘correnti galvaniche’: la Lavandaia, infatti, dopo anni a contatto con l’acqua dei canali sotterranei e con l’umidità, aveva bisogno di un restyling a causa della corrosione dei materiali ormai avanzata. Eppure, ad oggi, non si sa ancora nulla né su quando tornerà né su dove sarà ricollocata. Difficile rivederla nel punto originale, dato che l’ambaradan relativo al lavori della linea rossa ha ridefinito i connotati all’incrocio e fatto traslocare l’attività ‘Fiori di Anna’ dall’altro lato. Proprio lì dove prima si trovava la Lavandaia, costretta a cercare una nuova dimora.

Secondo quanto filtra da Palazzo d’Accursio il restauro, iniziato ormai due anni e mezzo fa, sarebbe completato. L’amministrazione è ancora in attesa di capire dove ricollocare l’opera, mentre l’auspicio dell’autrice è sempre stato quello di rivederla attorno al Canale di Reno una volta finiti i cantieri del tram. Tuttavia, con il nuovo Naviglio già scoperto e la riqualificazione della zona ormai quasi ultimata del tutto, a oggi non è ancora chiaro se la statua potrà tornare o meno sulle sponde del Canale di Reno o nei dintorni, così come c’è certezza sui tempi. Insomma, una vicenda nata tra le polemiche ormai oltre vent’anni fa e destinata ancora a far discutere, in attesa di capire dove e quando la Lavandaia tornerà a far discutere i bolognesi.

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© il Resto del Carlino