Cortocircuito a sinistra. Salta evento femminista. Le autrici: "È censura"
Cancellata la presentazione del libro ’Donna si nasce’ per evitare proteste. Gli organizzatori: "Clima non sereno". La ministra Roccella: "È intolleranza".
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"Non avevo mai esperito una esplicita censura. Fino a oggi". Così Olivia Guaraldo, filosofa, femminista e co-autrice con Adriana Cavarero del libro ’Donna si nasce (e qualche volta si diventa)’, parla della presentazione saltata del volume. Previsto oggi al Centro di documentazione delle donne in via Del Piombo, l’evento – organizzato dal Coordinamento dei centri antiviolenza E-R – è stato cancellato con poco più di 24 ore di anticipo (era programmato da dicembre). Nella comunicazione ricevuta da Guaraldo e Cavarese, spedita dagli organizzatori, si legge: "Non sussistono le condizioni per svolgere l’iniziativa in un clima di serenità". Eppure, il libro, uscito nel 2024, è stato presentato in altre città italiane.
Cosa è successo a Bologna? "Gli organizzatori e le istituzioni (tra cui il Comune di Bologna, che patrocinava l’evento ma vhe ha esplicitamente declinato ogni responsabilità, ndr) hanno ritenuto che non ci fossero le condizioni di sicurezza e di serenità necessarie. Ci sono state minacce, dalle critiche filosofiche si è passato a veri e propri avvertimenti di contestazioni fisiche e ‘boicottaggi attivi’ da parte di alcuni collettivi transfemministi radicali", si legge sul profilo Fb della scrittrice. Cavarero parla di un braccio di ferro tra Pd, rappresentato da Giulia Bernagozzi, che ha difeso il valore delle autrici; "dall’altro, le ali più a sinistra della coalizione e i movimenti cittadini hanno accusato il Comune di dare spazio ’a tesi ‘escludenti’ verso la comunità Lgbtqia+’. L’annullamento è una sconfitta per Bologna, una città che si è sempre vantata di essere la ‘capitale del dialogo’".
"Noi rivendichiamo una posizione femminista che sostiene che non si possa fare a meno della parola ’donna’ e che i sessi sono prevalentemente due – precisa Guaraldo –. Queste tesi sono considerate ’escludenti’ da alcuni gruppi transfemministi. Ma, in realtà, siamo estremamente dialoganti". Insomma, per evitare contestazioni, la presentazione è stata rinviata a data da destinarsi: un cortocircuito avvenuto tutto nell’alveo del femminismo (trans o binario che sia) e del centrosinistra.
"L’evento si è accavallato con altri impegni inaspettati. Ma non nascondo che – ammette Laica Montanari, presidente del Coordinamento dei Centri anti-violenza E-R che ha organizzato il tutto – a portarci a questa decisione sono state le parecchie contestazioni che abbiamo ricevuto dal collettivo ’Non una di meno’". Interviene anche la ministra Eugenia Roccella: "Intolleranza e intimidazione stanno diventando ormai la cifra di condotta di chi non riesce da un lato ad accettare il grande lavoro che si sta facendo contro la violenza, e dall’altra a comprendere come l’ultima incarnazione del patriarcato sia rappresentata dal pensiero ‘fluido’ che vorrebbe annullare l’identità femminile. Solidarietà alle donne vittime di questi episodi di oscurantismo". La senatrice dem Valeria Valente, che era prevista come ospite all’evento, schiva le polemiche ma allarga le braccia sconsolata: "Mi dispiace, è un’occasione persa".
In serata, con un lungo post su Instagram, arriva la precisazione di ’Non una di meno’: "Abbiamo scritto subito all’associazione Orlando che gestisce il Centro documentazione donne e la Biblioteca di fronte, e a Casa delle donne, per avvertire che, con un evento di questo tipo, noi non avremmo potuto fare altro che contestare. La contestazione fa parte del conflitto politico, non è una minaccia".
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