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Christine Lagarde oggi alla Johns Hopkins di Bologna: la protesta di collettivi, Labas e sindacati

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05.03.2026

Christine Lagarde durante la lezione tenuta alla John Hopkins di Bologna

Articolo: Lagarde alla Johns Hopkins. Collettivi di nuovo in piazza

Articolo: Christine Lagarde ospite a Bologna: dove e quando

Bologna, 5 marzo 2025 - Johns Hopkins completamente blindata per l’arrivo di Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea. La numero uno della Bce è arrivata più che puntuale anche per bypassare i cordoni di polizia, carabinieri e forze dell’ordine prima di tenere la sua lezione all’università americana in materia di tecnologia e nuove incertezze globali.

I presenti alla Johns Hopkins

Davanti a lei una platea di studenti internazionali, rappresentanti delle istituzioni, politici: dal questore Gaetano Bonaccorso al prefetto Enrico Ricci, dal rettore dell’Alma Mater Giovanni Molari al professore Romano Prodi, che Lagarde ha salutato molto calorosamente. Presente anche il senatore Marco Lombardo (Azione) e altri volti noti, locali, nazionali ed europei.

Le parole di Christine Lagarde

La presidente della Bce è intervenuta in occasione dell’Annual Global Risk Lecture 2026nin onore di Robert Mundell, organizzata dalla Johns Hopkins University in via Andreatta. Focus sui concetti di rischio, incertezza, rapporto tra intelligenza artificiale ed economia globale, cooperazione.

“L'ordine globale sotto il quale abbiamo vissuto per decenni è stravolto - sottolinea Lagarde -. Le nuove tecnologie sembrano destinate a rimodellare le nostre economie. La caratteristica distintiva di questo momento non è semplicemente che i rischi stiano aumentando, ma che stiamo lasciando un mondo in cui il rischio può essere misurato e modellato, ed entrando in uno di genuina incertezza. L'istinto di ripiegarsi su se stessi quando il futuro diventa così poco chiaro è naturale, ma sostengo che assecondarlo peggiorerebbe la situazione per tutti noi, tagliando fuori proprio quei benefici di cui le nostre economie hanno più bisogno”.

“Gli shock che affrontiamo ora stanno trasformando la struttura stessa - insiste la presidente della Bce -. Una pandemia ha esposto la fragilità delle catene di approvvigionamento globali e ha innescato uno spostamento duraturo verso la rilocalizzazione. L'invasione russa dell'Ucraina ha ridisegnato la mappa della sicurezza europea. E il sistema commerciale globale stesso è diventato un luogo di conflitto, poiché le dipendenze vengono sfruttate e la politica commerciale viene usata come arma. Il ritmo del cambiamento è sorprendente: il monitoraggio dell'Organizzazione Mondiale del Commercio mostra che la quota del commercio del G20 colpita da nuove tariffe e restrizioni all'importazione è aumentata di oltre quattro volte tra l'ottobre 2024 e l'ottobre 2025, il salto più grande dall'inizio del monitoraggio. Allo stesso tempo, stiamo assistendo al più significativo cambiamento tecnologico dall'elettrificazione: tre anni fa, i modelli di intelligenza artificiale ampiamente accessibili non esistevano. Oggi l'IA sta guidando una costruzione senza precedenti di centri dati e infrastrutture energetiche in tutti i continenti e sembra destinata a rimodellare profondamente i processi industriali e i mercati del lavoro”.

“Queste due forze, trasformazione tecnologica e frammentazione geopolitica, spingono in direzioni opposte - insiste Lagarde nella prima parte della sua lezione -. Una potrebbe innalzare drasticamente il nostro potenziale di crescita. L'altra potrebbe abbassarlo drasticamente. Il risultato è una gamma di possibili esiti più ampia di qualsiasi cosa abbiamo affrontato negli ultimi decenni: secondo una stima, l'IA potrebbe sollevare la crescita annuale della produttività fino a 1,5 punti percentuali; per un'altra, una grave frammentazione potrebbe ridurre la produzione globale fino al 7% del Pil in un decennio. Con popolazioni che invecchiano, crescenti esigenze di investimento e uno spazio fiscale limitato in gran parte del mondo avanzato, dove l'economia mondiale andrà a finire tra questi esiti non potrebbe essere più importante”.

“Navigare nell’incertezza”

“Come possiamo agire in questo tipo di incertezza? - ragiona Lagarde -. I modelli macroeconomici tradizionali non sono una guida sufficiente, perché sono stati calibrati su un mondo che potrebbe non esistere più.

Ma ci sono due strade da percorrere: la prima è rendere i nostri modelli più capaci di gestire l'incertezza, cosa che stiamo facendo alla Bce; la seconda via è guardare oltre la finestra di dati utilizzata dai nostri modelli. Se il passato recente non è più informativo, dobbiamo guardare più indietro a episodi in cui le forze in gioco somigliano più da vicino a quelle che vediamo oggi”.

“C’è un parallelo sorprendente con gli anni '20 del secolo scorso - prosegue la presidente Bce -. Quel decennio portò un'ondata di tecnologie "general-purpose" e, parallelamente, l'ambiente internazionale si stava fratturando. Tecnologia e ordine internazionale erano profondamente interconnessi, eppure i decisori politici degli anni '20 agirono come se fossero domini separati. Oggi non dobbiamo commettere lo stesso errore”.

Come tenere insieme IA e ordine mondiale

“Con l'IA, la dipendenza dall'integrazione globale è così fondamentale che la frammentazione inizierebbe a eroderla quasi immediatamente - continua ancora Lagarde -. Come agire in un mondo così incerto? Propongo un approccio basato su tre strati: riformare le istituzioni globali, promuovere una cooperazione più profonda tra alleati, dare vita a una cooperazione minima vitale con i rivali”.

“Possiamo ripetere gli errori degli anni '20 o abbracciare una cooperazione stratificata - chiude la numero uno della Bce -, riconoscendo che l'integrazione resiliente è la strategia più robusta. In un mondo che si sta allontanando, l'atto più importante di gestione del rischio è tenere unite le connessioni essenziali”.

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© il Resto del Carlino