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"Al lavoro per la sicurezza. Ma è compito dello Stato"

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06.03.2026

I sindaci dell’Unione respingono con fermezza le obiezioni di Fratelli d’Italia

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I sindaci dell’Unione Val d’Enza respingono con fermezza le critiche della minoranza sulla sicurezza, definendole strumentali e prive di senso di responsabilità istituzionale. La replica punta il dito soprattutto contro gli esponenti locali di Fratelli d’Italia, evidenziando il paradosso di un partito che, pur governando il Paese da oltre quattro anni, non avrebbe garantito interventi strutturali, assunzioni nelle forze dell’ordine e aumenti salariali per gli agenti. Secondo i sindaci, esiste un vero e proprio "cortocircuito politico" tra chi accusa il territorio di mancanze e chi, a livello centrale, detiene la responsabilità primaria ma non risponde concretamente. Per quanto riguarda invece chi della minoranza in passato è stato sindaco (Luca Ronzoni, Alfredo Gennari e Giuseppe Germano Artioli) "dovrebbe fare più spesso uno sforzo di memoria e smettere di propinare ai cittadini la solita litania del ‘si dovrebbe fare di più’". L’invito è quindi ribaltato sulla minoranza. "Invece di continuare ad additare le amministrazioni locali - finendo per screditare il territorio - sarebbe più utile farsi promotori, insieme, di una richiesta comune nelle sedi preposte, dalla Prefettura agli enti competenti come Anas", sostengono i primi cittadini dei Comuni dell’Unione. Nel merito, i sindaci rivendicano che "l’Unione negli ultimi due anni ha investito in video sorveglianza 425mila euro, portando in tutti i Comuni nuovi impianti e telecamere in costruzione proprio in questi giorni". Rispetto agli organici della polizia locale "si ripetono i concorsi senza tregua per aumentare il numero di agenti e ispettori, ma la carenza di personale e candidati è un problema diffuso in tutta la provincia". Rispetto agli autovelox, tema scottante dopo gli ultimi incidenti che si sono verificati sulla Via Emilia, viene ribadito che nei mesi scorsi l’Unione "ha presentato agli enti preposti una moltitudine di richieste per l’installazione di dispositivi di controllo della velocità. Richieste frutto di un lungo lavoro di analisi della Polizia locale, su indicazioni della giunta". E concludono: "Abbiamo chiari gli obiettivi da perseguire per garantire la sicurezza dei cittadini e operiamo quotidianamente per raggiungerli". "Ma – sostengono i primi cittasdini – non ci possiamo sostituire allo Stato, che rimane sempre il primo soggetto a dover garantire la sicurezza dei territori".

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