Benzina e diesel, un salasso : "Lo sconto sulle accise non basta. Non tutti hanno tagliato i prezzi"
Viaggio tra cittadini e benzinai, all’indomani del decreto che abbassa il costo di 25 cent al litro. Il metano ultima ’oasi’ in cui le tariffe non sono esplose, ma la situazione è destinata a peggiorare.
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Occhi a bordo strada per gli automobilisti della città, intenti a scrutare fin dalle prime ore della mattinata i cartelloni all’esterno dei distributori, alla ricerca di quei fantomatici 25 centesimi di taglio governativo, oggetto del desiderio di chi ogni giorno macina chilometri e chilometri al volante. Muovendosi per le arterie della città più trafficate, dove sono concentrati i distributori di carburante, si nota, già nelle prime ore del giorno, e poi anche in quelle pomeridiane, una certa discrasia.
Non tutte le stazioni, infatti, sembrano aver recepito il taglio di 25 centesimi deciso dal governo: "Al distributore Q8 l’effetto si è visto nel corso della giornata – segnala Saverio Rossi – ecco perché mi sono fermato a fare rifornimento solo ora. Adesso il prezzo della benzina è a 1,655 al litro: in mattinata molti distributori avevano ancora i prezzi inchiodati a cifre superiori poi, gradualmente, nel corso della giornata, è entrato in vigore il taglio deciso dal governo".
In un vicino distributore Ip, i prezzi non sono ancora stati aggiustati: "Il diesel qui è ancora alla quota stratosferica di 2 euro e 199, contro i 2,159 di mercoledì – evidenzia un consumatore –. Non capiamo perché l’azienda non abbia diramato l’ordine di abbassare i prezzi: non a caso, nessuno si ferma a fare rifornimento".
Giuseppe Cutrupi, al timone di un distributore Esso, spiega come funziona il meccanismo che conduce dalle dirigenze italiane delle major petrolifere fino ai singoli distributori: "Abbiamo ricevuto la comunicazione e provveduto di conseguenza ad abbassare i prezzi – entra nel dettaglio Cutrupi –. Ecco allora che il diesel è sceso a 1,895, e la benzina a 1,655. Ma il decreto è valido per soli venti giorni, arco temporale in cui è peraltro possibile che gli aumenti del costo del carburante a livello internazionale annullino l’effetto del taglio governativo". La speculazione? "Davanti a eventi macroscopici quali quelli che vediamo in corso in Medio Oriente, è incomprensibile che qualcuno punti il dito contro noi singoli distibutori, che peraltro adeguiamo i prezzi ai livelli indicatici dalle aziende di riferimento".
E il metano? Nell’altra metà della galassia dei carburanti si respira la quiete prima della tempesta: "Il prezzo al litro qui è ancora di 1,463 – evidenzia un distributore – contro una media italiana di 1,470. Dall’inizio della guerra gli aumenti sono stati contenuti, appena pochi millesimi".
Ma lo scenario potrebbe peggiorare prestissimo, complici i bombardamenti in due dei maggiori impianti del Medio Oriente, prima in Iran e in secondo luogo, in risposta, in Qatar, dall’altra parte del golfo persico. "Teniamo incrociate le dita – evidenzia Gabriele Marchioni, arrivato al distributore per fare il pieno alla sua auto –. Ci sono poi degli stratagemmi, ad esempio fare il rifornimento a Pietramala, vicino a Monghidoro, dove il prezzo del metano, essendo estratto localmente, non risente in maniera diretta delle oscillazioni dovute alle vicende internazionali. È un qualcosa che molti bolognesi non sanno, ma che in montagna corre di bocca in bocca ad ogni aumento dei prezzi".
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