Sono 5 i Gp F1 a rischio, nuova finestra per Imola: settembre al posto di Baku?
L’ultima edizione del Gp dell’Emilia-Romagna nel circuito imolese
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Imola, 14 marzo 2026 – Economia e geopolitica, contratti e calendari: tutto si tiene nella grande partita che si sta giocando attorno alle sorti del Mondiale di Formula 1. Un match nel quale Imola spera ora di poter rientrare poco dopo la fine dell’estate. I Gran premi Bahrain e Arabia Saudita, in programma rispettivamente il 12 e il 19 aprile, sono vicini alla cancellazione ufficiale per ragioni di sicurezza legate alla guerra in Iran e, più in generale, alla situazione in Medio Oriente.
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I costi in caso di annullamento
La decisione ha un peso economico enorme: il Gp del Bahrain vale circa 45 milioni di euro, mentre quello dell’Arabia Saudita supera i 70 milioni. Nonostante ciò, la sicurezza di team e personale avrebbe avuto la priorità. Secondo il quotidiano tedesco Bild, la scelta sarebbe legata anche a questioni contrattuali: se l’annullamento parte dall’organizzatore, i costi restano a suo carico; se invece è la Formula 1 a cancellare l’evento, viene meno anche la quota versata dagli organizzatori. I sauditi avrebbero tentato fino all’ultimo di salvare la gara di Gedda, offrendo persino voli charter per squadre e personale. Ma senza la tappa in Bahrein – logisticamente collegata alla successiva trasferta – trasportare in tempo tutte le attrezzature si sarebbe rivelato praticamente impossibile.
Imola non sostituisce Bahrain e Arabia Saudita
Imola, che ospiterà il Wec (Mondiale Endurance) dal 17 al 19 aprile, non sarà chiamata a sostituire i due appuntamenti di aprile: come accennato, i tempi troppo stretti rendono impraticabile l’inserimento immediato di nuove gare nel calendario. Il Mondiale scenderà quindi, almeno per il momento, da 24 a 22 gare, con una pausa di quattro settimane tra il Gran premio del Giappone e quello degli Stati Uniti (Miami).
Sono possibili dei recuperi
Ma la partita potrebbe non essere chiusa: nelle stanze della Formula 1 si valutano infatti possibili recuperi più avanti nella stagione. E, come detto, Imola spera di tornare in corsa.
Fino a un paio di giorni fa, lo scenario più accreditato vedeva l’Enzo e Dino Ferrari (prima riserva in calendario) pronto a rientrare in quel Circus dal quale è uscito quest’anno dopo un lustro di gare in caso di problemi anche per le ultime tappe mediorientali. E cioè: Qatar 29 novembre e Abu Dhabi il 6 dicembre. Poi la situazione è cambiata: le crescenti tensioni tra Iran e Azerbaigian hanno messo in serio dubbio anche l’organizzazione del Gran premio di Baku, che curiosamente si dovrebbe correre sabato 26 anziché domenica 27 per evitare la concomitanza con una festa nazionale dell’Azerbaigian.
Uno spiraglio per Imola
Ed è proprio in questa nuova finestra, tra il Gran premio di Spagna (ammesso sempre che il nuovo circuito di Madrid sia pronto per la gara del 13 settembre) e il trasferimento in Oriente dell’11 ottobre (Singapore), che Imola potrebbe riabbracciare la gara iridata. Resta il nodo dei costi. L’auspicio, quasi una condizione necessaria per l’Enzo e Dino Ferrari, è che il ragionamento non riparta dai 55-60 milioni chiesti dalla Formula 1 negli ultimi tempi bensì dai 25 milioni di euro spesi per il Gran premio del 2025 (6 milioni dall’Ice, 5 dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, 5 dalla Regione Emilia-Romagna e 2 dal Con.Ami, parte restante coperta dall’Automobile Club d’Italia anche grazie agli introiti della biglietteria) e ipotizzati anche quando si trattava di discutere di un possibile recupero (mai avvenuto) della gara saltata nel 2023 causa alluvione.
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