Sanremo, ecco come è andata la seconda serata. I 5 momenti clou
Roma, 26 febbraio 2026 – Laura Pausini, completo pantaloni nero lurex, apre la seconda serata del Festival di Sanremo 2026 con l’energia di chi l’Ariston lo conosce bene e sa come accenderlo. È lei a introdurre il suo “compagno di viaggio” Carlo Conti, che entra tra gli applausi ma perde subito il microfono: piccolo imprevisto che rompe il ghiaccio e dà il tono a una serata che parte veloce. Accanto a loro il palco si popola di personalità. Achille Lauro, elegante in total white, si muove con naturalezza da artista a co-conduttore. Pilar Fogliati porta subito in scena la sua ironia e i suoi personaggi, alternando registri con leggerezza. Lillo Petrolo, maestro di comicità surreale, mette alla prova l’efficienza di Conti tra monologhi ispirati ad Arthur Miller e coreografie di “microfoning”.
La parola è subito delle Nuove Proposte. Due sfide dirette, quattro giovani artisti, un solo obiettivo: la finale. Strappano il pass Nicolò Filippucci con ‘Lauguna’ e Angelica Bove con ‘Mattone’. Poi Conti e Pausini riprendono il comando e ricordano che da stasera cambia il peso del voto: non più solo la Sala stampa, ma entrano in gioco il televoto e la Giuria delle Radio. Sul palco arriva Patty Pravo e la seconda notte della 76° edizione del Festival entra nel vivo. Ecco i 5 momenti che hanno segnato la serata.
“Sono come te”: il coro Anffas
Magliette rosse, una scritta semplice e potente: “Sono come te”. Sul palco dell’Ariston arriva il coro della delegazione di La Spezia dell’Anffas, l’Associazione nazionale di famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo. Intonano ‘Si può dare di più’, il brano che vinse Sanremo nel 1987 con Morandi, Ruggeri e Tozzi. L’energia è contagiosa, l’emozione pure. Pausini si unisce a loro durante l’esibizione, canta accanto ai ragazzi e sorride mentre uno di loro rivendica con orgoglio: “Alla faccia dei leoni da tastiera, sul palco stasera con noi c’è Laura Pausini”. L’Ariston applaude a scena aperta. “Questa è la dimostrazione che i sogni si possono realizzare”, dice la cantante. “Chi crede nei sogni può realizzarli”. C’è entusiasmo, spontaneità, ironia – qualcuno ringrazia l’orchestra con un divertito “Come siete umani”, citando Paolo Villaggio – ma soprattutto un messaggio che arriva chiaro oltre la musica.
Festini, pantofole e “Teatro Olimpico”
La spontaneità di Elettra Lamborghini irrompe all’Ariston. “Non ho dormito, c’è troppo rumore, troppi festini bilaterali”, racconta a fine esibizione. Poi la promessa: “Stasera scendo in pantofole e li faccio smettere”. Il pubblico ride, lei pure. Sanremo è anche questo: confessioni notturne trasformate in siparietti da prima serata.
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A raccogliere il testimone dell’ironia è Lillo con il suo manifesto programmatico: “Meglio fare tante cose male che una bene”. Elenca i cliché del perfetto presentatore e gioca con la macchina festivaliera. “Ma dove si deve esibire un cantante a Sanremo?”, chiede. Carlo Conti lo interrompe: “Al Teatro Olimpico?”. L’allusione alla recente gaffe di Paolo Petrecca – che aveva chiamato “Olimpico” lo stadio di San Siro durante la cerimonia di Milano-Cortina 2026 – è fin troppo riconoscibile. A Sanremo basta una parola fuori posto per diventare titolo. Sempre sul filo del rasoio.
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Orgoglio olimpico e paralimpico
Da Milano-Cortina arrivano anche i motivi d’orgoglio. Scendono le scale dell’Ariston Francesca Lollobrigida, doppio oro nel pattinaggio di velocità su ghiaccio, e Lisa Vittozzi, oro nell’inseguimento femminile nel biathlon. Con loro i campioni paralimpici Giacomo Bertagnolli con la guida Andrea Ravelli e Giuliana Turra per il wheelchair curling. “L’emozione più bella è stata vedere mio figlio sugli spalti”, dice Lollobrigida. Vittozzi racconta uno sport “imprevedibile” di cui si è innamorata quasi per caso. Ma è l’appello in vista delle Paralimpiadi a cambiare il tono. “La cosa che mi piacerebbe di più è avere il sostegno di tutta l’Italia”, dice Bertagnolli. Giovanni Malagò rilancia: “Seguite le Paralimpiadi come avete seguito le Olimpiadi. Sono eroi moderni”. Il messaggio è chiaro: l’entusiasmo non deve fermarsi.
La ferita di Crans-Montana
Sanremo è l’Italia, e non si dimentica delle sue ferite. Il palco si spegne. Buio quasi totale, un coro di venti elementi e il soprano Valentina Gargano accompagnano Achille Lauro in ‘Perdutamente’, omaggio alle vittime di Crans-Montana. È la canzone che la madre di Achille Barosi, morto a 16 anni nel rogo di Capodanno, ha cantato accanto alla bara del figlio. L’interpretazione è trattenuta, intensa. L’applauso arriva dopo un silenzio che pesa. “La musica non è solo intrattenimento, ma qualcosa di più viscerale. Se può aver fatto del bene anche solo a una persona, per noi era un dovere”, dice Lauro. Conti aggiunge: “Perché certe tragedie non accadano mai più”.
Due giganti della musica
L’Ariston si alza in piedi per il Premio alla Carriera a Fausto Leali. “Mi stanno tremando le gambe come la prima volta al Festival di Sanremo al Casinò nel ’68. Fu straordinario perché ebbi come partner Wilson Pickett”, dice emozionato, prima di cantare ‘Mi manchi’ e ‘Io amo’. La voce resta potente, il timbro inconfondibile. Platea e galleria applaudono a lungo, Lillo si inchina in segno di rispetto. Leali, che compirà 82 anni il prossimo 29 ottobre, riceve il riconoscimento dalle mani del maestro Pinuccio Pirazzoli e un omaggio simbolico: il deposito alla Siae di ‘Deborah’, datato 2 gennaio 1968. “Grazie al Comune di Sanremo e naturalmente alla Rai, a tutti voi e a quelli che ci seguono dall’estero”, dice, annunciando un nuovo tour negli Stati Uniti.
Poi il ricordo di Ornella Vanoni, scomparsa il 21 novembre 2025 all’età di 91 anni. È la nipote Camilla Ardenzi a omaggiarla sulle note di ‘Eternità’: alle sue spalle, in bianco e nero, appare l’immagine della cantante per un duetto virtuale che commuove la sala. “L’insegnamento più grande che mi ha dato è di non pensarci troppo”, dice Camilla in chiusura. Sanremo si specchia nella sua storia e la affida alla memoria collettiva. E, ancora una volta, è la musica a tenere insieme passato e presente.
