menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

“La solitudine” di Laura Pausini e quel Sanremo (fondamentale) di 33 anni fa

18 0
24.02.2026

Sanremo – “Non è possibile dividere la vita di noi due / Ti prego, aspettami, amore mio / Ma illuderti non so”. C’è una canzone che, più di altre, segna l’inizio di una storia destinata a diventare un monumento internazionale della musica italiana: ‘La solitudine’ di Laura Pausini, presentata 33 anni fa sul palco del Festival di Sanremo. Era il 1993. L’anno di ‘Jurassic Park’, della nascita ufficiale dell’Unione europea e della 44ª edizione del Festival condotta dall’intramontabile Pippo Baudo – la prima dalla sua scomparsa, lo scorso agosto – affiancato da Lorella Cuccarini. Pausini, una 19enne di Solarolo con una voce magnifica, sbaragliava la concorrenza nella categoria Nuove Proposte, con un brano destinato a cambiare per sempre la visione del pop italiano all’estero.

La prima volta di Laura

Il debutto di Laura Pausini fu uno di quei momenti che, col senno di poi, sembrano scritti dalla sceneggiatura perfetta. ‘La solitudine’ arrivò sul palco dell’Ariston senza effetti speciali: solo una melodia immediata e un’interpretazione sincera. La critica parlò di una canzone “semplice fino all’osso”, ma capace di restare in testa. Baudo, attento scopritore di talenti, sottolineò la maturità sorprendente di quella ragazza così giovane. La stessa Pausini avrebbe raccontato anni dopo di aver vissuto quei giorni “come dentro una bolla”. "Durante le prove – ha raccontato, commossa, alla conferenza stampa di presentazione di Sanremo 2026 – sono andata nel punto esatto dove Pippo mi ha preso la mano nel 1993 ed è stato molto bello, non lo dimenticherò mai”.

Successo oltre i confini

Subito dopo Sanremo, il brano – scritto da Pietro Cremonesi e Federico Cavalli - conquistò le radio e raggiunse il primo posto nelle classifiche italiane, restando in vetta per settimane e diventando uno dei singoli più venduti del 1993. ‘La solitudine’ iniziò presto a viaggiare anche fuori dall’Italia, entrando nelle classifiche di Olanda, Belgio e Francia. La svolta arrivò con la pubblicazione della versione in spagnolo (‘La soledad’), che aprì a Pausini le porte del mercato e delle classifiche statunitensi dedicate alla musica latina. In un’epoca in cui il pop italiano faticava a varcare i confini, una canzone nata sul palco dell’Ariston dimostrò di poter parlare a un pubblico globale.

Un classico della musica italiana

Oggi, a 33 anni di distanza, ‘La solitudine’ – certificata platino in Italia – è ormai un classico italiano. È ancora nei concerti, in radio, nella memoria di chi c’era e nelle playlist di chi è arrivato dopo quel 1993. "Marco se n'è andato e non ritorna più / E il treno delle sette e trenta senza lui": bastano due versi per riaccendere un’emozione immediata. In un panorama musicale cambiato radicalmente, ‘La solitudine’ resiste perché racconta un sentimento universale – l’attesa, l’assenza – con una sincerità che non invecchia.

Guida al Festival di Sanremo 2026: partecipanti, ospiti, duetti, voto e televoto. Il programma delle serate

Nel 1994 Laura Pausini tornò al Festival di Sanremo tornò tra i Big con ‘Strani amori’, finendo al terzo gradino del podio. Poi la kermesse divenne il porto sicuro di una performer la cui carriera cresceva giorno dopo giorno. In 30 anni: quattro Latin Grammy, quattro World Music Awards, un Grammy Award nel 2006 per ‘Escucha’, il riconoscimento di Billboard per l’album ‘Similares’ – inserito tra i 50 migliori dischi latini del decennio. E ancora il Golden Globe nel 2021 per ‘Io sì (Seen)’, colonna sonora del film ‘La vita davanti a sé’, la conseguente nomination agli Oscar. Una favola: dall’Ariston ai palchi di tutto il mondo.

Più volte Laura Pausini è tornata come ospite speciale al Festival di Sanremo. Alla 76ª edizione, in cui Carlo Conti l’ha voluta come sua co-conduttrice fissa per tutte e cinque le serate, arriva con un curriculum spettacolare. Proprio lei ha interpretato l’Inno di Mameli alla Cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026: un incarico simbolico che certifica il suo ruolo di ambasciatrice della musica italiana nel mondo.  

A che ora inizia (e quando finisce) la prima serata di Sanremo 2026. Conti sarà un orologio svizzero

La commozione di Carlo Conti: mi è toccato il primo Sanremo senza Baudo. Meloni: “Io all’Ariston? Notizia inventata”

Alla conferenza stampa di apertura della kermesse, la cantante ha raccontato che, dopo la proposta di co-conduzione di Conti, la prima persona di cui cercò il consiglio fu Pippo Baudo. “Gli ho detto che ero indecisa e impaurita e lui mi rispose: 'Ma stai ancora aspettando Laura? Sei pronta e te lo dico da un po'’. Queste parole mi hanno molto emozionata”. Trentatré anni dopo, il cerchio si chiude dove tutto è cominciato


© il Resto del Carlino